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rightCITAZIONE PER DANNI DA PARTE DI ACER, NOI NON CI INTIMORIAMO

E' arrivato il preannunciato atto di citazione nei miei confronti da parte di ACER, con il quale mi vengono chiesti danni per diffamazione, avendo io leso il profilo personale e professionale del Presidente e dell'Azienda che egli rappresenta.
In che cosa consiste questa presunta diffamazione? Nell' aver denunciato la perdita di 500.000 Euro per investimenti che, causa anche la crisi finanziaria, hanno scontato risultati decisamente negativi e la creazione di una società interamente partecipata da ACER che, senza nessuna gara, si vedeva affidata le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari, a danno di tante aziende artigiane locali.
Ebbene, confermo tutto, come confermo che non mi lascerò intimidire da chi, anzichè operare per la trasparenza e la buona gestione, si affida alle carte bollate.
Sono ancora più convinto nel chiedere le dimissioni immediate del Presidente di ACER, mentre egli le rifiuta sdegnato, nonostante esse giungano non solo dal Partito che io rappresento ma anche da esponenti della sua stessa corrente politica.
Mi sembra una curiosa presunzione di infallibilità, che pare scontrarsi con alcuni dati di fatto, che ho già segnalato ma sui quali ancora nessuno si è degnato di fornire risposte:
- Perchè non si è ritenuto di investire i soldi dei cittadini in maniera più prudente, perdendo qualcosa in rendimento ma guadagnando in sicurezza?
- Chi è perchè ha scelto la Cassa dei Risparmi di Firenze come contraente dell'investimento? C'è stato forse qualche "suggerimento" dal mondo politico locale? Chi è stato il curatore dell'operazione?
- E' vero o no che, scorrendo il Bilancio 2008 di ACER, si nota come i debiti complessivi passano da 21 a quasi 24 milioni di Euro, le consulenze esterne aumentano del 10% arrivando a 122.00 Euro, le spese di rappresentanza aumentano del 25% arrivando a 76.000 Euro (si fanno ancora le conventions in Brasile, Turchia, Grecia, come era costume della vecchia IACP?), le spese di comunicazione istituzionale arrivano a 60.000 Euro?
- E' vero o no che gli artigiani incaricati del controllo delle caldaie e di altri lavori di manutenzione da Gennaio ad oggi non abbiano ancora ricevuto pagamenti per le loro prestazioni, sulle quali peraltro hanno l'obbligo di lasciare una percentuale alla Cooperativa che ha vinto il bando per la gestione degli immobili?
- E' vero o no che esisteva una società di nome IMAGE, interamente partecipata da ACER di Cesena-Forlì (perchè le Aziende delle realtà limitrofe si erano ben guardate dal parteciparvi), alla quale erano stati affidati tutti i lavori di manutenzione, e che è stata chiusa in tutta fretta poco tempo fa?
Qui non c'entrano l'onore o la reputazione del Presidente di ACER, al quale peraltro, quando era Vice Presidente della Provincia verso la metà degli anni 80, furono richieste le dimissioni (poi ovviamente respinte) perchè si era "dimenticato" di una delle banche che avevano avanzato un'offerta in seguito ad una richiesta di mutuo da parte della Provincia medesima: a noi non interessa la persona, se non per quanto riguarda il compimento del suo dovere istituzionale.
Oltre a non spaventarci, andremo avanti nella nostra volontà di vedere chiaro in tanti altri aspetti: Imprese edili e di servizi alle quali ACER si affida e loro partecipazioni societarie; Spese personali degli amministratori: Eventuale partecipazione di amministratori e dipendenti ad altri consigli d’amministrazione; Utilizzo documentato delle auto aziendali; Eventuali co-interessenze fra dirigenza e professionisti dipendenti in altre attività; Assegnazione lavori con o senza concorso; Spese non documentate.
La questione è, ovviamente, anche politica.
Per questo chiediamo al Sindaco Lucchi se, in qualità di rappresentante di un Ente proprietario di ACER, intenda associarsi a questo atto di citazione o preferisca, come auspichiamo, dissociarsi pubblicamente e chiaramente dalla medesima, operando insieme a noi per un immediato azzeramento di tutto il vertice, oltre a fare piena luce su alcune presunte gravi inadempienze dell'Amministrazione Comunale: ci risulta, infatti, che non sia stato adempiuto l'obbligo di rendicontazione da parte dei rappresentanti del Comune di Cesena in ACER dell'attività svolta e delle problematiche emerse.

Luigi Di Placido
Capogruppo PRI in Consiglio Comunale

rightLA QUERELA DEL PRESIDENTE ACER MI RENDE ORGOGLIOSO, RINNOVO LA RICHIESTA DI SUE DIMISSIONI

La querela annunciata dal Presidente di ACER, oltre a non intimorirmi, mi rende particolarmente orgoglioso, perchè dimostra quale sia l'atteggiamento del potere e dei suoi rappresentanti quando viene sollevato un problema che mette in luce la fallibità di quello che invece si vuole far passare come un "sistema perfetto".
Il Presidente rappresenta una Società che ha perso in titoli spazzatura 500.000 Euro, tutti soldi dei cittadini e non suoi; egli, invece di perdere tempo a querelare e a chiedere danni, farebbe meglio a prendere coscienza del fatto che i soldi pubblici vanno amministrati con il massimo della prudenza e a rispondere ai tanti interrogativi che abbiamo già posto e sui quali regna ancora il silenzio più assoluto, tra i quali:
- Chi è perchè ha scelto la Cassa dei Risparmi di Firenze come curatore dell'investimento? C'è stato forse qualche "suggerimento" dal mondo politico locale?
- E' vero o no che, scorrendo il Bilancio 2008 di ACER, si nota come i debiti complessivi passano da 21 a quasi 24 milioni di Euro, le consulenze esterne aumentano del 10% arrivando a 122.00 Euro, le spese di rappresentanza aumentano del 25% arrivando a 76.000 Euro (si fanno ancora le conventions in Brasile, Turchia, Grecia, come era costume della vecchia IACP?), le spese di comunicazione istituzionale arrivano a 60.000 Euro?
- E' vero o no che gli artigiani incaricati del controllo delle caldaie e di altri lavori di manutenzione da Gennaio ad oggi non abbiano ancora ricevuto pagamenti per le loro prestazioni, sulle quali peraltro hanno l'obbligo di lasciare una percentuale alla Cooperativa che ha vinto il bando per la gestione degli immobili?
Su questo bando svolgeremo ricerche più approfondite, per il momento abbiamo già chiesto di conoscere con precisione aspetti che non ci è possibile desumere chiaramente dal Bilancio d'esercizio: Imprese edili e di servizi alle quali ACER si affida e loro partecipazioni societarie; Spese personali degli amministratori: Eventuale partecipazione di amministratori e dipendenti ad altri consigli d’amministrazione; Utilizzo documentato delle auto aziendali; Eventuali co-interessenze fra dirigenza e professionisti dipendenti in altre attività; Assegnazione lavori con o senza concorso; Spese non documentate.
Alla luce della reazione scomposta del Presidente di ACER, siamo ancora più convinti nel richiederne le dimissioni immediate.
Al Sindaco Lucchi, invece, chiediamo se sia ancora convinto come noi della necessità delle medesime e se intenda fare piena luce su alcune presunte gravi inadempienze dell'Amministrazione Comunale.
Ci risulta, infatti, che non sia stato adempiuto l'obbligo di rendicontazione da parte del rappresentante del Comune di Cesena in ACER dell'attività svolta e delle problematiche emerse.
Dal Giugno 2007 infatti, con l'approvazione in Consiglio Comunale del "Codice per il presidio delle Società ed Enti partecipati per il miglior presidio del sistema", si sarebbe dovuto avviare un percorso virtuoso che aveva tra gli obiettivi il "controllo dell’efficienza con definizione di un sistema di reporting economico e finanziario sull’andamento delle società partecipate" per "creare un sistema di informazioni ex ante (piani industriali, budget e contratti di servizio) ed ex post (verifiche periodiche e bilanci) degli organismi partecipati e dotare il Comune di strumenti efficaci per esercitare la propria funzione di indirizzo e verificarne la relativa attuazione".
Queste relazioni non sono mai arrivate al Comune di Cesena da parte dei suoi rappresentanti, i quali non hanno capito cosa stava succedendo o hanno preferito non comunicarlo; e se anche fossero arrivate, non si capisce perchè l'Amministrazione non si sia immediatamente attivata per vederci più chiaro.
Infine, un ringraziamento a quei cittadini che hanno già offerto la loro disponibilità a partecipare alla copertura delle eventuali spese legali: è un ulteriore segnale della giustezza del nostro operato.
Non ci lasceremo intimidire da querele e minacce di qualsiasi tipo, quella che abbiamo intrapreso è una battaglia per la trasparenza al servizio dei cittadini.

Luigi Di Placido
Capogruppo PRI nel Consiglio Comunale di Cesena

rightTANTA GENTE ALLA PRESENTAZIONE DEL MIO PROGRAMMA, SEGNALE IMPORTANTE

Desidero ringraziare tutte le cittadine e tutti i cittadini che Mercoledì sera hanno riempito oltre ogni previsione il Teatro Verdi in occasione della presentazione del mio programma elettorale, e tutti le amiche e amici che si sono prodigati per la buona riuscita.
Un ringraziamento particolare desidero inoltre rivolgerlo a Fabiola Casadei che, oltre a condurre magistralmente la serata, ha accettato di candidarsi con me per il Consiglio Comunale.
Credo che questo sia un segnale della voglia di cambiamento che si respira in città, e di come la mia candidatura sia apprezzata e riconosciuta in grado di rappresentare questo sentimento.
La serata è stata anche l'occasione per ufficializzare l'accordo elettorale che mi sosterrà in vista delle elezioni del 6/7 Giugno e che comprende, oltre al Partito Repubblicano, anche la Lega Nord e la lista civica Cesena Domani.
Questa alleanza, basata su programmi e su una medesima visione della città del futuro, rappresenta la vera novità politica di questa campagna elettorale, e sono certo che riscuoterà la fiducia di tanti cesenati.
E' stata presentata anche la lista dei candidati repubblicani, una lista giovane, dinamica, con tanti indipendenti; a questa lista è affidato il compito di rendere sempre più centrale la nostra presenza all'interno del dibattito politico cittadino.
Più sicura, più ricca, più solidale: questa è la Cesena che il mio programma delinea per il futuro, un obiettivo che tutti insieme siamo motivati a raggiungere, pur consapevoli delle difficoltà che ci aspettano.
Non siamo in questa campagna elettorale per recitare il ruolo delle comparse, e la serata di Mercoledì lo ha chiaramente ribadito; vogliamo, invece, essere protagonisti nell'aprire le finestre della nostra città e far entrare un pò di aria fresca che porti, più trasparenza, più partecipazione, più dialogo, più ricchezza, più sicurezza, più coesione sociale.
Tra chi rappresenta l'assoluta continuità con gli ultimi negativi cinque anni di governo, e chi rappresenta una alternativa dai contorni francamente poco definibili, ci siamo noi, con il nostro entusiasmo e la nostra passione, fuori dai vecchi schema di destra-sinistra e concentrati esclusivamente sui tanti problemi del nostro territorio.
La nostra battaglia continua, ancora più vigorosa e appassionata dopo il riconoscimento che abbiamo avuto Mercoledì da parte delle cittadine e dei cittadini.
La Cesena di domani siamo noi.

rightINTERVISTA DI PLACIDO SU ROMAGNAOGGI.IT: SIAMO NOI LA VERA ALTERNATIVA AL PD

FORLI' - "La vera alternativa alla continuità di governo del Partito democratico a Cesena, siamo noi". Lo afferma Luigi Di Placido, candidato sindaco di Cesena per la coalizione composta da Pri, Lega Nord e lista civica Cesena Domani, durante il confronto in redazione a RomagnaOggi.it con le domande raccolte tra i lettori. Sulla moschea il candidato sindaco ha spiegato che "l'Amministrazione in carica ha gestito la questione nel modo peggiore possibile".

Alleanza solida. Il candidato sindaco di Cesena ha parlato anche delle pressioni che in queste ore si sono intensificate sulla Lega Nord per sciogliere l'alleanza con il Partito repubblicano a livello locale sia a Cesena che per le elezioni provinciali. "Non temo sulla solidità dell'alleanza che mi sostiene perché si è fatto un percorso molto virtuoso e sarebbe un errore politico abbandonare questo percorso. Stiamo dando molto fastidio perché sopperiamo ad alcune lacune che il Pdl ha manifestato in quest anni a Cesena: anche per questo credo di poter dire che la vera alternativa alla continuità di governo del Partito democratico a Cesena la rappresentiamo noi".

Cesena Fiera. Il futuro della fiera cesenate è uno dei temi importanti per lo sviluppo economico del territorio. "Connotare una fiera con un evento solo (Macfrut, ndr) fa correre il rischio che quell'evento si perda negli anni a venire - sostiene Di Placido -. Occorre quindi far fronte alla passività degli amministratori locali che in questi anni hanno accettato le scelte regionali di dare maggior importanza a Rimini e Bologna e puntare su più eventi di qualità, creando sinergie con la Fiera di Forlì che possono anche sfociare in futuro ad una fusione societaria".

Acqua. La Diga di Ridracoli deve garantire acqua di qualità ai cesenati, sostiene Di Placido. "Dai nostri rubinetti esce una miscela di acqua dei pozzi e acqua di Ridracoli - afferma il candidato -: l'acqua della Diga, invece, andrebbe sfruttata al 100% per il consumo di Cesena, mentre quella dei pozzi potrebbe servire soprattutto la riviera, dove l'acqua si usa prevalentemente in estate, per le docce e riempire le piscine". Di Placido si dice anche "favorevole al collegamento del lago di quarto con Ridracoli", che garantirebbe una maggior disponibilità di acqua di qualità.

Hera e tariffe. L'azienda pubblico-privata di gestione dei servizi pubblici locali, Hera, è ormai "un mostro fuori controllo che non risponde più agli ordini del padrone", cioè gli enti pubblici. "Oggi il management di Hera decide e la politica si adatta - attacca Di Placido -: Hera è gestita in tutto e per tutto come una società privata e non si capisce perché a questo punto il 51% del capitale non possa essere in mano ai privati". Centrale, invece, è che "il possesso delle reti sia pubblico". Hera, poi, deve abbassare le tariffe, secondo Di Placido: "Basta fare un paragone con quello che costa un allacciamento gas con Hera e con la San Clemente di Rimini: quello di Hera è quasi triplo". Inoltre il candidato sindaco di Cesena per Pri, Lega Nord e Cesena Domani sostiene che "gli utili di Hera dovrebbero essere utilizzati interamente a scopo sociale".

Centro storico. Il ‘cuore' di Cesena "in questi ultimi dieci anni è stato scientificamente ucciso, con una volontà politica precisa di costruire dei centri commerciali nella corona del centro, che oggi non è fruibile e ha visto abbassarsi la qualità degli esercizi commerciali". Dunque il futuro sindaco di Placido realizzerà "il parcheggio interrato in piazza della Libertà, per il quale esiste da 10 anni un progetto, che Paolo Lucchi ha dichiarato ufficialmente di non voler realizzare, a seguito del quale si potrebbe pedonalizzare completamente il centro storico". Di Placido ha anche spiegato di avere ideato una formula di collaborazione tra pubblico e privato con "'Piacere, Cesena!', primo progetto di integrazione tra le offerte eno-gastronomiche, culturali, e di divertimento".

Sicurezza: più parità tra Cesena e Forlì. "Cesena ha un problema sicurezza - sostiene Di Placido -, è diventata un crocevia del traffico di droga anche perché le Organizzazioni criminose si sono ormai stabilizzate da tempo nel nostro territorio. Occorre un riequilibrio delle forze dell'ordine tra Forlì e Cesena: le statistiche dicono che gli organici a Forlì sono sovradimensionati mentre a Cesena c'è un aumento maggiore dei reati".

Sì alle "ronde". Non le definisce ‘ronde', ma Luigi Di Placido si dice "favorevole alla costituzione di associazioni di volontari che presidino il loro territorio, dotati di pettorine e cellulare per coadiuvare le forze dell'ordine nella segnalazione di fatti criminosi: non sono ronde né squadrismo, ma solo spirito civico".

Regione Romagna. Sull'autonomia della Romagna come regione, Luigi Di Placido sostiene che "i cittadini si devono esprimere con un referendum". In ogni caso la Regione Romagna può andar bene, ma occorre "che questo non comporti costi aggiuntivi per i cittadini, eliminando quindi le Province e riducendo i costi dell'attuale ente Regione". E' necessario "uscire dai campanilismi e vedere tutto in un'ottica di territorio romagnolo e non di singole realtà".

Università. Per Di Placido, "l'Università è ancora un compartimento stagno rispetto alla città e troppo spesso viene vista ancora come l'affitto in nero che si può far pagare ad uno studente". Bisogna quindi "fare un ulteriore passo avanti, investire sugli istituti di ricerca: proprio perché abbiamo delle eccellenze industriali in vari settori (wellness, logistica, agroalimentare) e poi perché nel nostro territorio i cervelli si formano ma non si fermano. Dobbiamo far sì che ciò che si è imparato nel nostro territorio venga applicato nel nostro territorio".

Aeroporto di Forlì. Il Comune di Cesena partecipa in minima parte al capitale sociale di Seaf, la società di gestione dell'aeroporto di Forlì. "Il business plan che ci è stato presentato ha delle potenzialità - sostiene Di Placido -. O il Comune di Cesena ha il coraggio di starci dentro con tutti e due i piedi o non sarà mai l'aeroporto del territorio. Con un vettore interessante come Wind Jet, lo sviluppo del sistema cargo ed un'accentuazione dell'azione turistica, il "Ridolfi" potrebbe davvero diventare un servizio ulteriore per i nostri territori. Certo è, però, che il pubblico deve limitarsi a dare linee di indirizzo, l'operatività deve essere in mano a privati che sappiano fare questo mestiere".

rightCESENA VISTA DA FUORI - LA TESTIMONIANZA (VERA) DI UNO STUDENTE/LAVORATORE

Ho ricevuto tramite Facebook il messaggio che segue da una persona che non conosco. Ho pensato (dopo aver chiesto l'autorizzazione all'estensore ) di renderlo pubblico, perchè offre la testimonianza di una persona che vive Cesena come studente/lavoratore.
E' stato ovviamente omesso qualche riferimento strettamente personale.

Gentile Luigi, Ti scrivo in qualità di studente e lavoratore di Cesena per segnalarti quelli che secondo me sono tra i principali problemi di Cesena, che dovrebbero essere affrontati e dei quali l'attuale amministrazione comunale di Cesena non si è mai occupata:
1. la delinquenza, criminalità e tutto quello che gira attorno alla stazione (ci sono barboni, gente che vive giorno e notte lì intorno, c'è uno spaccio di droga e ragazzi abbandonati che praticamente vivono dietro alla facoltà di psicologia, per non parlare poi degli "scambisti" e altri che ogni sera girano continuamente tra il parcheggio di P.zza Aldo Moro e viale Europa..) sembra quasi peggio di Bologna. Io lavoro in zona Stazione e ogni sera (a mezzanotte) quando esco ne vedo di tutti i colori, è triste come situazione e in diversi anni solo una volta c'è stata una pattuglia di carabinieri che girava .
2. la questione parcheggi: come studente di psicologia mi ritrovo ogni giorno a non saper più dove parcheggiare, venendo a Cesena in auto per le lezioni alle 9 di mattina.. C'è il parcheggio di P.le Mattarella e di P.zza Aldo Moro che sono già pieni dalla mattina presto, così come i posti in Viale Europa, e i parcheggi in Viale Angeloni, così mi sono ritrovato a prendere decine di multe in questi anni perchè ogni volta non so dove parcheggiare e ovunque la metto (davanti alla facoltà, vicino alla stazione, o dove trovo un posto per la mia auto visto che i parcheggi sono tutti occupati) mi ritrovo poi con una multa sulla mia auto. Non è una bella cosa, soprattutto perchè sono uno studente che paga le tasse (alte) per venire a frequentare le lezioni della facoltà di psicologia. Voglio aggiungere che le forze dell'ordine a Cesena si preoccupano solo di fare le multe (una volta mi hanno fatto la multa davanti all'ospedale ed era un sabato alle 19!!!), piuttosto che occuparsi della criminalità che dilaga per Cesena.
3. trovare delle misure di sicurezza contro alcuni immigrati, che a Cesena più di altre città stanno prendendo sempre più piede. In particolare mi è capitato più volte di venire insultato per strada da gente di nazionalità straniera senza potermi difendere. Io giro molto per lavoro e non mi è mai successa in un'altra città di subire queste cose. Anche in questo caso la zona delle stazione è uno dei posti dove quotidiamente si ritrovano tantissimi stranieri, a volte ubriachi, in particolare davanti al call center vicino all' Hotel Alexander ci sono spesso immigrati che urlano e danno fastidio alla gente che passa. E' già successo diverse volte negli ultimi mesi che alcuni tranquilli ragazzi siano stati aggrediti da questi stranieri (è successo anche ad uno studente della mia facoltà a dicembre di essere stato picchiato a sangue da una persona di origine africana).
Questi sono problemi gravi che riguardano Cesena e che l'attuale amministrazione comunale non ha mai affrontato a mio parere. Secondo me ci vorrebbe uno stazionamento fisso con controlli giorno e notte da parte delle forze dell'ordine in tutta l'area della stazione.
Sono problemi agli occhi di tutti ma l'attuale sindaco ha sempre minimizzato facendo passare Cesena per un "paradiso", mentre basta andare in qualunque altra città intorno e a confronto Cesena sembra il Bronx.
Spero di averti dato alcune indicazioni utili.

rightE' QUESTO IL FUTURO DI CESENA?

La foto allegata è stata scattata in zona Caps, e mostra lo scheletro di quello che sarà il futuro parcheggio, spuntato per magia all'interno di un Piano Parcheggi che mai lo aveva previsto.
Tutte le perplessità ambientali sono, purtroppo, amaramente confermate: la mega-struttura che nascerà andrà a chiudere uno degli scorci più belli di Cesena.
Non vogliamo fare gli integralisti dell'ambientalismo o i romantici (anche se tra Caps, alberi di Via Verdi, Parcheggio Osservanza e altri capolavori urbanistici è difficile non provare un senso di disorientamento..), e sappiamo che è necessario sposare tutela del territorio e sviluppo, ma i problemi non si fermano qui.
Il piano con destinazione a uffici che fa parte del nascituro edificio potrebbe essere la nuova sede di una Associazione di categoria tra le più importanti del territorio, con tutto quello che ne conseguirebbe in termini di traffico e congestione.
Risultato: quella zona sarà più trafficata di prima e, dal momento che i calcoli dicono che il numero dei parcheggi totale addirittura diminuirà rispetto ad oggi (ma se anche rimanesse tale non sposterebbe nulla...), come è possibile affermare che il parcheggio Caps sarà a servizio del centro storico?
In realtà quel parcheggio sarà a servizio a malapena di quella zona e di chi vi si insedierà.
Con buona pace, ancora una volta, delle tanto sbandierate volontà di ridare slancio alla zona centrale della città.
E intanto i parcheggi che servirebbero veramente non si fanno: Piazza della Libertà è stato prima oggetto di bando con tanto di vincitore e soldi pubblici spesi e poi dimenticato senza neanche il coraggio di dire "abbiamo sbagliato a farlo progettare perchè del Centro storico non ci interessa nulla"; il parcheggio in zona Lugaresi (così importante per assorbire il flusso di auto proveniente dalla vallata del Savio, per la zona mercatale e per il centro) non viene nemmeno preso in considerazione.
Meglio il mostro Caps e lo scempio del Parcheggio Osservanza.
E' questo il futuro di Cesena?
E' nelle scelte di pochi che non ascoltano e non si confrontano?
E' nella politica del piccolo cabotaggio, senza una prospettiva lunigimirante, ondivaga e confusa?
E' nella totale assenza di visione dello sviluppo razionale e convinto della città?
Non siamo disposti a subire questo stato di cose senza almeno provare a dire a voce alta alla città che noi non ci stiamo.
La Cesena che vediamo per il futuro non è questa.
la Cesena di domani siamo noi.

rightGIOVEDI' 2 APRILE I REPUBBLICANI PRESENTANO LE LORO PROPOSTE SULLA SICUREZZA

Giovedì 2 Aprile alle ore 20.30 presso la Sala Convegni dell'Hotel Casali, i Repubblicani presenteranno le loro proposte sulla sicurezza. Queste proposte fanno parte del programma elettorale del Candidato Sindaco Luigi Di Placido, costituendone parte fondamentale, stante il crescente senso di insicurezza che comincia a serpeggiare nella città. I Repubblicani sono convinti che quello della sicurezza sia un tema sul quale non possano e non debbano esistere esclusive politiche, essendo invece necessario coinvolgere tutte la città in una analisi attenta e senza allarmismi. Il Convegno, presieduto dal Segretario dell'Unione Comunale Denis Ugolini, vedrà l'introduzione del Consigliere Comunale Avv. Luca Ferrini e le conclusioni del Candidato Sindaco Luigi Di Placido. Sono previsti interventi e dibattito.

rightRILANCIO DELL'EDILIZIA, OBIETTIVO DA PERSEGUIRE

Perchè questo silenzio dei nostri governanti locali in merito alla proposta avanzata dal Governo Berlusconi per il rilancio dell’edilizia pubblica e privata?
Come Repubblicani siamo convinti della bontà dell’iniziativa.
Sul nostro territorio vivono e lavorano, tra le mille difficoltà causate dalla terribile congiuntura economica, tantissime aziende nel settore edile.
Settore che, anche come indotto a favore di piccole e medie realtà artigianali, rappresenta il centro nevralgico dell’economia di Cesena e dei suoi dintorni.
Nel rispetto, certo, delle normative urbanistiche, pensiamo che concedere ai privati la possibilità di ampliare le loro proprietà possa affermarsi come un fecondo volano per far ripartire un fondamentale comparto oggi in crisi.
Anche dal punto di vista degli investimenti, in un mare di bond, obbligazioni e titoli tossici, quella di convogliare i risparmi delle famiglie nell’incremento delle proprietà immobiliari, ci pare un’opportunità da non lasciarsi assolutamente sfuggire.
Se i Repubblicani avranno il privilegio e l’onore di governare Cesena percorreranno con convinzione la strada indicata dal progetto di rilancio dell’edilizia. Strada da percorrere, comunque, subito e senza tentennamenti. Non vorremmo, infatti, che una buona idea per dare respiro alle tante famiglie ed imprese in affanno non venisse scartata a priori in ragione della sua provenienza: quella del Governo di centro-destra.
Una proposta è buona o cattiva a prescindere da chi la avanza. Porre scellerati paletti ideologici è un lusso che non ci possiamo permettere.
Rimaniamo in attesa di conoscere il pensiero degli altri candidati alla massima carica cittadina.

rightC'HERA una volta... La crisi della multiutility è la crisi dei governi delle nostre città

Forse, basterebbe il titolo che campeggiava su un giornale locale di qualche giorno fa: "In borsa la tomba di Hera".
Se, invece, ci si vuole fare male ulteriormente, qualche considerazione può aiutare ad inquadrare meglio il problema. I nostri Comuni hanno scoperto il gioco del bravo finanziere e si sono lasciati trasportare dalla sindrome del furbetto del quartierino, sotto la regia politica del partito egemone che ha visto questa operazione come un modo per rinsaldare ulteriormente il proprio già granitico potere.
La scelta di Hera, infatti, prima che economica è stata politica: si è voluto blindare il controllo del territorio, anche a costo di creare un mostro nel quale chi controlla (i Sindaci) è lo stesso che dovrebbe essere controllato (i Sindaci che definiscono le linee strategiche).
Il titolo Hera ha perso in borsa circa il 60% del suo valore negli ultimi dodici mesi, arrivando ad una quotazione addirittura più bassa di quella iniziale; come è stato giustamente rilevato, nemmeno l'essere monopolista di servizi altamente remunerativi, e quindi un potenziale bene rifugio, ha salvato il titolo dalla bufera.
E adesso? Adesso la situazione più difficile la vivono i Comuni-azionisti, che vedono il loro tesoretto annuale (sempre più indispensabile per la chiusura dei bilanci) diminuire vertiginosamente.
A ciò si aggiunga, paradosso dei paradossi, che la multiutility che era nata per portare migliori servizi e minori tariffe non ha prodotto nè gli uni nè le altre, e che dal 2010 acqua e rifiuti saranno in regime di concorrenza, quindi senza più l'ombrello politico del monopolio che spesso ha drogato l'economia del nostro territorio.
Cosa succederà quando, dall'anno prossimo, soggetti esterni agguerriti daranno l'assalto alla gestione servizi di un'area ricca come quella romagnola? Sarà in grado Hera di reggere l'urto? O avrà bisogno di ricapitalizzazioni?
E come saranno finanziate queste probabili ricapitalizzazioni? Con un aumento delle tariffe? O con una richiesta di finanziamento ai Comuni soci, i quali dovranno declinare l'invito per non alterare gli equilibri di bilancio?
Da tempo andiamo dicendo che sarebbe stato meglio svincolarsi più possibile da Hera, vendendo parte delle azioni e destinando il ricavato a diminuzione del debito comunale, opere pubbliche e sostegno sociale; scorgevamo all'orizzonte i rischi, abbiamo proposto soluzioni di buon senso.
Ora tutto diventa più difficile, e aspettiamo al varco chi ci racconterà in futuro che è difficile far quadrare i conti del Comune di Cesena.
Questa preoccupante vicenda, che ci riguarda tutti in quanto cittadini elettori e utenti, mette chiaramente a nudo errori ed egoismi che porteranno altri problemi oltre a quelli che stiamo già affrontando a causa della crisi globale. La politica ha sbagliato completamente prospettive e previsioni, dimostrando una miopia e una mancanza di lungimiranza tanto preoccupanti quanto irritanti, per il suo voler guardare al proprio interesse anzichè a quello dei territori che governa. I nodi vengono al pettine, e le Amministrazioni delle nostre città mostrano tutti i loro limiti.

rightIl comitato "Lasciateci l'aria per respirare" ha incontrato il candidato sindaco Luigi di Placido: piena consonanza di vedute

Giovedì 5 marzo i rappresentanti del Comitato "Lasciateci l'aria per respirare" hanno incontrato il Candidato Sindaco Luigi Di Placido. Nel corso dell'incontro, franco e cordiale, Luigi Di Placido si è complimentato per l'impegno e la passione che hanno permesso di dare maggiore voce ad un problema realmente sentito ( ne sono la riprova le oltre 1000 firme raccolte nella petizione)e ha ribadito la propria posizione di assoluta contrarietà al progetto del parcheggio Osservanza, definendolo inutile e dannoso, dal momento che si inserirebbe in una zona particolarmente delicata del tessuto cittadino. Per Di Placido altre sono le priorità sul versante parcheggi (Piazza della Libertà e Lugaresi/Viale Mazzoni); per questo motivo, in caso di vittoria alle prossime elezioni amministrative, stralcerà completamente il progetto Osservanza dal Piano Parcheggi comunale. Per parte sua, il Comitato ha ribadito le motivazioni che hanno portato un cospicuo numero di cittadini ad opporsi al progetto (l'alto impatto ambientale, la presenza del parcheggio del Cimitero Urbano a breve distanza, la scarsa funzionalità come aiuto al Centro Storico), rilevando piena consonanza con le posizioni espresse da Di Placido.
Sia i rappresentanti del Comitato che Di Placido hanno ribadito la volontà di andare oltre la semplice contrarietà all'iniziativa, lavorando per l´individuazione di proposte alternative concrete che aiutino a trovare rapidamente le soluzioni migliori per le esigenze della città.

Volontari della sicurezza anche a Cesena

Grande attenzione alla sicurezza. E’ una delle priorità repubblicane per la prossima amministrazione comunale.
Non c’è nulla di male nel coinvolgere cittadini onesti nell’aiuto al mantenimento della sicurezza.

Questa è la posizione, anzi, la proposta politica del PRI.

Laddove un gruppo di persone, nel proprio quartiere, nella propria città, assume un impegno di alto valore civico, riteniamo che sia una buona idea.

Senza violenza. Senza ricorso alla forza. La legge parla chiaro: sono e devono essere, quelle tra i cittadini, associazioni non armate e non violente.
Sono e devono essere associazioni riconosciute dal Prefetto, cioè dal massimo rappresentante del Ministero degli Interni a livello territoriale, ed iscritte in apposito Albo: così vuole la legge. Non passi l’idea che si tratta di autoproclamati sceriffi fuori controllo. Tutto è disciplinato, legale e attentamente sotto il controllo pubblico.

Diciamo di più. Può esserci un elemento di recuperata sensibilità civica e di spontanea solidarietà tra i residenti in questa innovativa realtà. Che cosa può, infatti, spaventarci se un gruppo di persone, motivate e pacifiche, affianca le Forze dell’Ordine nel controllo del territorio? Non è un auspicabile forma di responsabilizzazione e coinvolgimento del cittadino?

Ci si lamenta sempre dell’insidioso individualismo della nostra società.
Non è quello delle associazioni volontarie non armate un esempio di risveglio del senso civico e dell’etica pubblica?

Noi pensiamo che lo sia.
E siamo anche convinti che le stesse Forze dell’Ordine, spesso chiamate in causa a sproposito su questo tema, non abbiano nulla in contrario a ricevere un ausilio di segnalazione immediata degli illeciti. Anzi. L’apporto dei cittadini si tradurrà in un apprezzato contributo allo sforzo delle Forze dell’Ordine. Le quali, da tanto tempo ma inascoltate, lamentano incolmabili buchi di organico.