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CESENA FA 13! 13 IDEE PER LA CESENA DI DOMANI
Premessa: La Cesena di domani si costruisce oggi.
La nostra visione strategica della città si differenzia dalle altre perchè punta a creare le condizioni per uno scenario di medio-lungo termine.
Insieme, infatti, alle scelte da adottare nel breve periodo, ci sono decisioni da prendere oggi per il futuro, tali che possano prefigurare una Cesena di domani più sicura, più ricca, più solidale, più efficiente.
Scelte infrastrutturali (Via Emilia, lotto zero, collegamento con il porto di Ravenna, E55), di sviluppo economico (il polo logistico, le aree di sviluppo, il commercio, la vocazione turistica), organizzative (una macchina burocratica più snella, un bilancio più razionale, una partecipazione più ampia alle scelte), sociali (maggiore attenzione a tutti i tipi di disagio, un nuovo piano per la casa): queste sono le coordinate della nostra visione, coraggiosa perché lungimirante e capace di coniugare gestione e programmazione, sviluppo e pianificazione.
1) Il Comune è casa di tutti.
Una città che partecipa
Cesena è una città nella quale si discute poco e ci si confronta ancora meno. Le ultime Amministrazioni si sono distinte per arroganza e autoreferenzialità, evitando spesso il dialogo e contribuendo a quella distanza tra cittadino e “Palazzo” che oggi si percepisce chiaramente.
La società cesenate non partecipa al dibattito politico; il mondo delle professioni, della cultura, del lavoro si sono chiusi nel loro particolare, timorosi che posizioni dissonanti possano far rischiare ritorsioni.
E’ anche una questione di libertà. E’ indicativo di una situazione locale dove il dibattito politico e la dialettica politica si sono attenuati ed impoveriti. Ha preso spazio una concezione delle Istituzioni intese come luogo da occupare anziché come strumento di governo per l’interesse generale.
La città va ascoltata, e chi, come noi, è sempre stato abituato a farlo, può garantire il ritorno ad un clima di confronto dialettico dove non ci sia paura delle proprie posizioni ma entusiasmo nel contribuire alle scelte.
Fuori dalle logiche di appartenenza e dai vecchi schematismi, più cittadini e meno sudditi.
Al servizio dei cittadini: un apparato comunale efficiente e che fa squadra
Gli ultimi anni hanno visto continui aumenti delle spese per il personale, dovuti a stabilizzazioni di tempo determinato e rinnovi contrattuali.
Pur in presenza di una pianta organica sottodimensionata rispetto a quanto consentito, non possiamo non rilevare come le attività della macchina burocratica comunale potrebbero assumere maggiore efficacia.
Da più parti infatti si sostiene come, a fianco di una tassazione reale, esista una “tassazione percepita”, con questa intendendo tutti i costi diretti e indiretti che occorre sostenere nell’approccio e nel rapporto con la pubblica amministrazione.
File agli sportelli, viabilità disagevole, difficile raggiungibilità degli uffici, parzialità delle risposte, tempi di attesa per autorizzazioni e concessioni: tutte queste disfunzioni hanno un costo che ricade sulla collettività, chiamata a sostenere proprio con le tasse l’apparato dal quale necessita risposte.
Da questo punto di vista hanno un senso relativo i raffronti con la pressione fiscale delle realtà limitrofe, se in tale operazione non vengono parametrate efficienza ed efficacia.
Nell’apparato del nostro Comune ci sono capacità e professionalità. Tuttavia il funzionamento del Comune manca di efficienza e di efficacia. Tempi burocratici lunghi, rinvii, scarso coordinamento fra uffici; sono gli effetti che soffrono i cittadini e le imprese.
Nell’apparato comunale c’è disagio e scontento. Ne è causa la gestione del personale che spesso ha privilegiato le appartenenze politiche invece della valorizzazione dei meriti, suscitando demotivazioni e deresponsabilizzazioni.
Occorre dichiarare con forza che nessuna sana politica amministrativa locale può prescindere da una obiettiva e lucida valutazione della “customer satisfaction”, elemento ben presente nella esperienza privatistica, dalla quale va sempre più mutuato.
Un’amministrazione che soddisfa i propri cittadini è una amministrazione che ha trovato il giusto equilibrio tra le esigenze dei medesimi e la razionalità del proprio apparato, e che quindi acquisisce la piena legittimazione a divenire credibile riferimento per la gestione diretta della fiscalità.
Da tempo si sente parlare di “miglioramento della struttura organizzativa”, “migliore motivazione delle risorse professionali esistenti”; la realtà invece parla ancora di scarsa motivazione del personale e delle risorse professionali, insufficiente incentivazione legata a recuperi di efficienza. Manca un sistema credibile e “terzo” di valutazione dell’organigramma e dell’operato dei dipendenti, e questo si riverbera su difficoltà sia nelle attività di front-office che di back-office. Una burocrazia più efficiente ed efficace è una burocrazia che, anche a parità di costi, fornisce un servizio migliore, aumentando i propri standards produttivi e quindi favorendo sviluppo e snellimento dei processi. Un esempio su tutti. L’eventuale sensibile accorciamento dei tempi burocratici per la messa a disposizione di aree produttive ed edificabili potrebbe certamente portare a maggiori e più veloci introiti in termini di oneri di urbanizzazione, aumentando la ricchezza prodotta. Per tutti questi motivi proponiamo una riorganizzazione dell’intero apparato comunale al quale dare il nome di “Il Comune è casa di tutti” e la prossima legislatura come tempo certo di realizzazione. - Trasferimento dei Servizi Sociali e razionalizzazione degli spazi; il Settore Urbanistica torna in sede per lasciare lo spazio del Ridotto del Teatro Bonci per politiche culturali. - Maggiore utilizzo del silenzio/assenso - Nuova segnaletica - URP potenziato ma in stretta connessione con gli uffici - Efficace sistema di valutazione di procedure e comportamenti effettuato da attore terzo con più attenzione alla meritocrazia; sistema premiante per motivare e dare possibilità di avanzamento - Eliminazione della figura del Direttore Generale accorpandola a quella del Segretario Generale; valorizzazione del Vice-Segretario generale e del suo staff - Attribuzione all’Assessore al Personale della funzione di indirizzo e organizzazione - Corsi di formazione per il personale volti anche al rapporto con il pubblico - Sportello Unico (inaugurato nel 1999 e ancora non funzionante): non un ufficio ma un metodo di lavoro - Definizione di tempi certi per tutti i tipi di pratiche - Questionati periodici per la customer satisfaction - Indagine sul benessere organizzativo: capire se e come cambiare ruolo per ridare motivazione - Maggiore capacità di progettazione interna - Restyling del sito internet rendendolo più interattivo e completo e di “Cesena-Informa - Registrazioni audio-video e/o dirette on-line dei lavori del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari.
Dalle nomine per tessera alle nomine per capacità.
Associazioni, Fondazioni, società, enti. Sono diverse le nomine che il Sindaco fa di rappresentanti del Comune all’interno di questi organismi. Sono molti ed importanti.
In questi anni queste nomine sono state fatte prevalentemente in base alle appartenenze partitiche e alla lottizzazione politica nell’ambito dei partiti di maggioranza. Ne è derivato, assai spesso, che a certe nomine non corrispondeva né una adeguata competenza, né un’adeguata rappresentatività.
Anche con questa pratica si è dato prova di considerare il Comune come una cosa di parte e non di tutti. Uno strumento di partito e non della città.
Occorre una nuova impostazione basata sulla capacità e non più sull’appartenenza.
2) Più ricchezza, più solidarietà. E una sanità migliore.
Più ricchezza
L’attuale crisi economica e finanziaria ha cominciato a far sentire le sue conseguenze anche sul nostro territorio, nonostante il medesimo abbia maggiori anticorpi a disposizione per combatterla.
Questo significa che occorre porre grande attenzione allo strumento della concertazione tra attori pubblici e privati, con lo scopo di ridurre al minimo l’impatto negativo sui cittadini; il futuro Sindaco dovrà agire con decisione affinché si operi un vero e proprio gioco di squadra che salvaguardi gli standards di qualità della vita e favorisca le condizioni per una decisa ripresa.
La nostra ferma convinzione, infatti, è che compito principale della futura Amministrazione sia quello di creare le condizioni affinché il nostro territorio accresca la propria ricchezza in termini economici e sociali.
Alla luce del federalismo fiscale che tra qualche anno regolerà i flussi di risorse disponibili per gli enti locali, eliminando così il principio della spesa storica, risulta evidente che quanto più un territorio produrrà ricchezza, quanto più saranno le risorse che le Amministrazioni del medesimo territorio avranno a disposizione.
A maggior ragione in momenti di crisi occorre adoperarsi in questo senso, creando un ambiente ideale per lo sviluppo dell’impresa in ogni sua forma.
Ecco perché più ricchezza: perché più ricchezza significherà sempre più maggiore risposta alle crescenti domande dei cittadini, soprattutto con riguardo alla sfera del sociale.
Più solidarietà’
La difficile situazione economica, l’aumento del costo della vita, la scarsa remunerazione del risparmio, l’aumento delle tariffe e dei costi di molti servizi, i prezzi alti del mercato degli affitti e della casa, hanno aggravato la condizione sociale. Si è esteso il disagio. Ci sono nuove povertà. Sono sofferenti le fasce sociali più deboli. Questa situazione è particolarmente critica per i più deboli, per le persone disabili, per i non autosufficienti, per i più disagiati, per gli anziani. C’è più popolazione anziana. Bisogni più estesi ed anche nuovi.Queste difficoltà possono inoltre ingenerare ulteriori tensioni ed anche alterazioni all’interno dei nuclei familiari.Questa situazione richiede un più esteso intervento del nostro Comune. Non si tratta solo di aggiungere qualcosa alle attuali politiche sociali. Occorre anche ripensare, in parte ridefinire e promuovere un più adeguato welfare locale.
La condizione sociale, nel nostro Comune, è divenuta più problematica. Necessita un welfare più adeguato e rinnovato.Occorre innanzitutto dare vita alla “CARTA DEI BISOGNI”: con precisione di criteri il Comune deve definire la mappa dei bisogni più diffusi che attraversano la nostra società per parametrare ad essi le forme e le risorse del proprio intervento.
Volontariato, una regia per le politiche sociali
Le nuove e più estese problematiche sociali richiedono forti innovazioni nelle politiche sociali. La sussidiarietà è un terreno formidabile a questo riguardo.
Politiche mirate di esternalizzazione di certi servizi, anche di assistenza, vanno maggiormente perseguite. Il Comune deve controllare e indirizzare. Con rigore.
Il ricco e dinamico mondo del volontariato deve trovare nel Comune un costante riferimento collaborativo, di apporto, di contributo, di incentivo.
Volontariato e Comune devono istituire un momento stabile, continuativo, di monitoraggio della situazione sociale. Uno strumento di regia vera della definizione e costruzione del nuovo welfare comunale.
Maggiori risorse
Rivendicare più trasferimenti al Comune è legittimo e utile. Ma intanto e comunque dobbiamo provvedere in proprio ad avere maggiori risorse per il welfare.
La nostra attuale spesa per servizi sociali va rigorosamente monitorata. Sono possibili risparmi che devono essere risorse da allocare per estendere l’intervento comunale sempre in questo ambito.
Nei prossimi cinque anni, tutti gli introiti del Comune derivanti dal capitale azionario di Hera, devono essere destinati ad estendere e qualificare la tutela sociale.
Deve essere impegno chiaro della nuova Amministrazione di Cesena.
Massima attenzione alle famiglie
Massima attenzione deve essere rivolta alla famiglia. E’ il nucleo fondante della nostra convivenza e della nostra società; è essenziale per l’educazione dei figli e la crescita dei giovani, per l’assistenza e l’ambiente di vita delle persone anziane.
Il Comune deve avere una rinnovata e più incisiva attenzione alle famiglie e ai nuclei familiari i cui bisogni manifestano sofferenza e difficoltà particolari in rapporto alle esigenze di educazione e scolarizzazione dei figli, all’assistenza agli anziani, alle persone disabili e non autosufficienti.
Un maggior impegno per gli anziani
Gli anziani sono una risorsa e in ogni modo deve essere evitato e contrastato persino il semplice rischio della marginalizzazione. E’ imperativo etico e morale prima ancora che sensibilità e responsabilità civile e politica il rispetto della dignità della persona e l’impegno coerente nei confronti di quanti hanno maggiori problemi.
L’aumento della popolazione anziana aumenta l’esigenza assistenziale in rapporto anche alle differenze di condizione, di salute, di età, di ambiente: in famiglia, da soli o in coppia.
Favorire opportunità di impegno sociale, di impiego del tempo libero, di valorizzazione di vita nel proprio ambiente, nelle proprie amicizie, deve essere continuità di impegno e ulteriore obiettivo delle politiche sociali del Comune.
L’assistenza domiciliare deve assumere una rinnovata efficacia e una maggiore estensione.
Nuove forme di assistenza: le “Badanti”
Cresce l’utilizzo delle cosiddette “badanti”, che provengono da altri paesi e cercano un lavoro e si impiegano a fare assistenza ad anziani e a persone non autosufficienti.
E’ una forma di assistenza che va qualificata, dotata di un minimo di “preparazione”. Deve essere meglio e più stabilizzata rispetto alla accentuata episodicità che la contraddistingue.
Occorre promuovere una formazione di base per questi nuovi impieghi assistenziali. Bisogna favorire la realizzazione di uno strumento di raccordo fra la domanda e l’offerta di queste nuove figure assistenziali.
Una Sanità migliore
Decisamente nuovo e attivo deve essere il rapporto del Comune con la nostra Sanità.
Di fronte ad un bilancio d’esercizio di più di 100 milioni di Euro, i cittadini hanno il diritto di chiedere se questa enorme cifra viene bene utilizzata, perché sono gli stessi cittadini che quando hanno bisogno di interventi sanitari, quasi sempre trovano difficoltà ad ottenerli in tempi ragionevoli.
Questo evidenzia purtroppo rischi di abbassamento di quelle quote di generale funzionamento.
Per fare fronte a problemi medici occorre evidentemente personale medico fornito di adeguate attrezzature che però non viene adeguatamente utilizzato.
Abbiamo l’impressione che invece sia aumentato il personale burocratico-impiegatizio e che il rapporto tra personale sanitario e impiegatizio sia a vantaggio di quest’ultimo.
Molti reparti specialistici sono stati penalizzati dal piano di dislocazione all’interno di Area Vasta: a Cesena é stato concentrato il Trauma Center ma sono state lasciate in disparte quelle specialità di cui i cesenati hanno più bisogno quotidianamente.
L’accesso al Pronto Soccorso è fortemente compromesso da problemi di accessibilità esterna e la risposta interna, certamente qualificata, soffre di tempi troppo lunghi per l’accesso agli ambulatori, salvo nei casi di massima gravità.
Occorre snellire l’attività di Pronto Soccorso aumentando il numero di ambulatori attivi, tendere ad una maggiore risposta della medicina di base che dovrebbe avere come conseguenza una riduzione di accessi per le patologie minori; eventualmente rivedere il ruolo dei Pronto Soccorso periferici, potenziandoli, in attesa di decongestionare quello dell’ospedale Bufalini.
E’ inoltre necessario rivedere la procedura di consegna dei farmaci salva-vita: obbligare infatti pazienti spesso anziani a ritirare medicine fondamentali solo presso l’Ospedale è una scelta che non può essere condivisa.
La città si riappropria della salute
Nella nostra struttura ospedaliera, da tempo, si vive un clima di diffuso disagio. E’ affermazione di un coro di voci vasto, politicamente trasversale.
Occorre maggiore valorizzazione dei medici e delle professionalità interne alle strutture. Proponiamo la sbrurocratizzazione della loro attività così da poter recuperare tempo ed energie da dedicare all’attività clinica e di assistenza. Essi vanno coinvolti in modo reale nelle scelte di politica sanitaria.
La gestione della nostra AUSL è la ragione del clima di tensione interno alla nostra sanità. Essa si è contraddistinta per eccessiva politicizzazione, mentre, per noi, la salute, non è catalogabile nelle categorie destra-sinistra.
Gli amministratori, oltre a capacità tecniche indispensabili devono possedere sensibilità individuali, libertà di giudizio e profondità di convinzioni che li svincolino dalla attuale situazione di meri esecutori di ordini politici superiori. Riteniamo che l’Amministrazione della nostra sanità debba rispondere dei propri successi o dei propri fallimenti alla città ed al territorio nel quale opera; non ad una entità politica.
Il Sindaco, in questi anni, nella conferenza territoriale dei sindaci non ha svolto una rappresentanza istituzionale di tutta la nostra realtà territoriale, ma è stato uomo di partito. Pertanto, anche partendo da questa negativa esperienza, la stessa possibilità futura di far intervenire le Istituzioni locali sulla nomina dei Direttori Generali non potrà essere solo il coinvolgimento dei Sindaci.
Per quanto riguarda il nostro Comune, a partire dai primi mesi della nuova Amministrazione occorre formalizzare un “Comitato Territoriale per la Sanità” che sia rappresentativo e mirato al controllo dell’attività dell’AUSL cesenate, che ne sia a supporto e che sia stimolo degli interventi e delle soluzioni che occorrono per migliorare il funzionamento, per risparmiare gli sprechi, per valorizzare le professionalità, per accelerare tempi e risposte alle esigenze degli ammalati e delle persone.
Questo “Comitato Territoriale” deve avvalersi di uno “sportello comunale” al quale i cittadini possono liberamente rivolgersi per porre ogni questione relativa al funzionamento delle strutture sanitarie.
3) La sicurezza si costruisce con i fatti.
Affrontare il tema della sicurezza sempre scaricando il problema sul governo nazionale di turno, è un allontanarsi dalla sua soluzione, dimenticando che è una esigenza sempre più sentita dai cittadini, in preda ad un crescente senso di abbandono.
Le statistiche ci dicono che nel nostro teritorio c’è stato un aumento di fatti criminosi. Questa evidenza è innegabile.
E questo è un dato di fatto, così come è un dato di fatto che Cesena sia diventata uno snodo dello spaccio di sostanze stupefacenti, che Cesena abbia vissuto in conseguenza di questo eventi tragici, che Cesena cominci a vivere episodi di violenza su persone sconosciuti solo fino a poco tempo fa.
Non basta ragionare sul rafforzamento della Polizia Municipale, il problema va affrontato in maniera più organica, partendo dal presupposto che è necessario investire risorse e competenze sulla protezione dei cittadini.
Se la politica cesenate vuole dare un aiuto alla sicurezza sul suo territorio deve cominciare a dire, con la voce un po’ più alta di quanto non abbia fatto fino ad oggi, che c’è una sempre più evidente necessità di riequilibrio tra le forze di polizia presenti sul territorio forlivese e su quello cesenate, che non si invoca quasi mai e che sempre più invece diventa necessario.
Il Commissariato ha infatti un organico decisamente sottodimensionato, come la Polizia Stradale all’interno del CAPS.
Occorre poi chiedere con decisione che il posto di Polizia di Cesenatico diventi permanente affinchè non si sguarnisca Cesena di forze dell’ordine proprio nel momento in cui aumenta il rischio di furti e criminalità.
La prossima Amministrazione dovrà assumere con decisione il compito di coordinare tutte le forze dell’ordine, coinvolgendole in maniera operativa e istituzionalizzata.
Va poi sfruttato lo spirito civico di cittadini che intendano dare il proprio contributo al controllo del territorio, come avviene già in molte città della nostra Regione, e vanno realizzati accordi con le Associazioni di tutori dell’ordine in congedo.
Va sviluppato un progetto di telecamere collegate in rete che permettano ad una centrale operativa comune delle forze dell'ordine di tenere monitorata gran parte della città.
Il presidio nei quartieri va potenziato, sottraendo personale alle mansioni amministrative e va finalmente istituito il Presidio di Polizia Municipale di Pievesestina.
Il servizio di antinfortunistica della Polizia Municipale va reso operativo nell'arco di tutte le 24 ore della giornata, per evitare che altre pattuglie in servizio debbano accollarsi questo compito, impoverendo la presenza sul territorio.
Esistono poi due necessari impegni da prendere con i cittadini
Il primo concerne la lotta alla clandestinità: è un dovere nei confronti degli immigrati onesti e lavoratori. Ed è una garanzia di legalità per tutti i cesenati.
Il secondo, non meno importante, concerne la sicurezza sul lavoro e la lotta all’abusivismo commerciale.
Progetto “sicurezza rosa”
La popolazione femminile è quella di solito più sottoposta ai rischi connessi all’aumento della criminalità, e per questo motivo ad essa vanno rivolte particolari attenzioni.
La nostra Amministrazione organizzerà corsi di difesa personale gratuiti, definirà convenzioni con gli operatori del trasporto privato per il rientro notturno sicuro ed economico, istituirà una pattuglia di pronto intervento per segnalazioni di abusi e molestie che presidierà le zone maggiormente sensibili, fornirà materiale di autodifesa.
Progetto “scuola senza droga”
Le scuole sono purtroppo diventate spesso centri di vero e proprio spaccio di sostanze stupefacenti di qualsiasi tipo, senza che sia possibile un’adeguata prevenzione.
Per questo motivo verrà istituito uno speciale nucleo della Polizia Municipale con compiti di controllo e prevenzione nelle aree con insediamenti scolastici, con l’obiettivo di contrastare e ridurre i fenomeni di diffusione e utilizzo.
4) Meno sprechi, meno tasse.
Abbiamo due parole d’ordine, sviluppo e contenimento/razionalizzazione delle spese.
Un nostro obiettivo dichiarato sarà quello di abbassare gli attuali livelli di tassazione diretta.
Riteniamo infatti non sia un tabù valutare ipotesi quali:
- diminuzione dell’addizionale IRPEF modulandola su diverse fasce di reddito;
- eliminazione della tassa per l’occupazione di suolo pubblico in caso di riqualificazione architettonica e valorizzazione della vocazione turistica;
- diminuzione dell’ICI sui terreni agricoli
- diminuzione dell’ICI per nuove imprese che puntino sull’innovazione o garantiscano assunzioni
Compenseremo le minori entrate con economie che riteniamo possibili.
Una spesa corrente in aumento pari al doppio dell’inflazione non è un parametro che potrà essere retto per il futuro.
Tale trend potrebbe essere fronteggiato solo con l’accensione di nuovi prestiti, e non ve ne sono le condizioni.
Occorre mettere mano ad un sistematico e certosino esame di tutte le voci di bilancio, individuando i rivoli nei quali si disperdono risorse sia umane che finanziarie.
Va inoltre potenziato il principio delle esternalizzazioni, nel rispetto di quella sussidiarietà orizzontale che, oltre a coinvolgere maggiormente il privato nei processi gestionali, deve poter garantire migliori servizi a minor costo.
Cesena è dipinta come una città dall’alto tasso, sia qualitativo che quantitativo, di servizi alla persona.
Tra questi, meritano grande attenzione quelli cosiddetti a domanda individuale, che cioè soddisfano una esigenza non legata a bisogni primari.
La percentuale di copertura è passata dal 59,88 del 2004 al 53,58 del 2008: 4 milioni circa di euro di disavanzo sono una perdita che il Comune di Cesena non può e non deve più permettersi.
Un altro ormai annoso tema di discussione è quello sul futuro della presenza del Comune di Cesena nelle Società che esso partecipa, con particolare riferimento a HERA: non è più possibile trascinare oltre una situazione che sta provocando disagi economici e gestionali, con i Comuni proprietari che subiscono le decisioni del management senza tenere conto delle esigenze del territorio.
Le due promesse che accompagnarono la nascita di Hera, migliore servizio e minori tariffe, sono ancora irrealizzate.
Anche alla luce della ormai imminente liberalizzazione dei servizi, occorre diminuire sensibilmente la partecipazione azionaria del Comune di Cesena.
Rispondere alle difficoltà contingenti con le alienazioni è una soluzione dolorosa, ancorchè a volte necessaria.
Dal momento che è alto il rischio dell’impossibilità di curare il patrimonio come bisognerebbe, e stante l’inutilizzo di parte di esso, le alienazioni possono essere un valido strumento di entrate.
Ad esse va però accompagnata una sempre maggiore sensibilità sui temi della valorizzazione del patrimonio pubblico: l’alienazione non deve infatti divenire l’unico strumento di gestione, dovendosi dare vita a iniziative che permettano di aumentare gli introiti derivanti da concessioni già in essere, come di crearne di nuovi con una politica più attenta al rapporto con il privato e alla appetibilità delle proposte.
La recente creazione della cosiddetta Società del Patrimonio, “Valore Città”, ci lascia perplessi in quanto rischia di divenire niente più che una possibilità di debiti fuori bilancio, con l’Amministrazione che vende immobili e intanto incassa cifre che qualcuno dovrà pensare a recuperare con aste che spesso vanno deserte.
Proponiamo su queste tematiche un maggiore coinvolgimento del Consiglio Comunale, il quale, con le regole attuali, opera esclusivamente una funzione di acquisizione dati già consolidati, e non escludiamo, a seguito di un attento monitoraggio dell’attività della Società per il Patrimonio, la possibilità che la gestione di tali importanti iniziative possa ritornare in capo agli uffici preposti dell’Amministrazione.
5) Favorire lo sviluppo.
Un ambiente favorevole allo sviluppo e alle imprese
Condizione essenziale anche per una migliore qualità della vita è lo sviluppo e l’ammodernamento del nostro sistema economico.
In questi anni, l’Amministrazione è stata poco attiva e propulsiva sulle politiche infrastrutturali, per il decollo di aree produttive, per incentivare l’innovazione e la ricerca, per dare servizi avanzati alle piccole e medie imprese.
Un nuovo patto per lo sviluppo: un vertice di regia
Il Comune deve dare forte impulso allo sviluppo. Un nuovo patto per lo sviluppo deve essere promosso e l’Amministrazione deve avere in esso un ruolo attivo, con un nuovo slancio nel rapporto con il privato.
Un nuovo patto per lo sviluppo deve significare anche più cultura di governo, più coinvolgimento delle forze economiche, imprenditoriali e sociali.
Deve essere istituito un “vertice di regia” per lo sviluppo. Autorevole e rappresentativo. Con i massimi dirigenti delle forze economiche e sociali, dell’Università, della Fondazione CRC, dei maggiori istituti di credito locali, del Comune.
Non un tavolo di incontro informale ed episodico, ma un organismo di peso e valore istituzionale deliberato dal Consiglio Comunale. Con compiti di decisione degli obiettivi strategici a cui mirare le politiche dei prossimi anni, di definizione delle priorità. Ne deve derivare un impulso forte, innovativo, valido all’intera azione istituzionale, economica e sociale del nostro territorio.
Aumentare la partecipazione e coinvolgere nel governo comunale il mondo delle imprese, del lavoro, del credito e della ricerca è l’espressione di una moderna cultura di governo.
Università, ricerca, formazione
Per il nostro sistema di imprese è fondamentale il rapporto con l’Università.
Troppe volte, invece, l’Università è stata vissuta come un compartimento stagno all’interno di una città che si occupa del suo insediamento universitario in termini di case da affittare e servizi da vendere.
Noi siamo convinti che i cervelli, oltre a formarsi, devono fermarsi nel nostro territorio, contribuendo ad arricchire il capitale umano e di conoscenze indispensabile per affrontare le sfide dello sviluppo.
Per questo occorre creare un ambiente adatto anche in termini di integrazione della popolazione universitaria nel tessuto cittadino.
Cesena città universitaria è un obiettivo non ancora pienamente realizzato: non basta infatti dare vita ad una Consulta Universitaria, occorre pensare la città in termini nuovi e diversi, dai trasporti ai luoghi di aggregazione, dal rapporto con le istituzioni al coinvolgimento nello sviluppo della città.
Insieme alle organizzazioni economiche vanno sviluppate le politiche di formazione e rafforzate le strutture e i centri dedicati per collegarle sempre più al mondo delle imprese.
Fondamentale è il legame tra Università e Ricerca, soprattutto mirato al trasferimento tecnologico, all’innovazione e internazionalizzazione.
Centuria deve rafforzarsi ed estendere alla diffusa imprenditorialità cesenate il suo rapporto ed i suoi servizi.
Subito aree per insediamenti produttivi
Subito devono essere realizzate le aree per insediamenti produttivi, previste da più di 13 anni ma non ancora decollate. Da più di tredici anni non sono operanti a Cesena aree per insediamenti produttivi.
Questa prolungata carenza di aree frena lo sviluppo, gli investimenti e nuove occasioni occupazionali.
Questa situazione è prova di pessima organizzazione dell’Amministrazione comunale di questi anni.
Entro un anno dall’insediamento la nuova amministrazione provvederà a rendere disponibili tutte le aree.
Accelerare l’operatività del PRG
L’attuale PRG non è prova della migliore programmazione urbanistica del territorio. Molte scelte hanno stravolto lo stesso Piano Strutturale. Troppi gli interventi e le previsioni a macchia di leopardo e prive di una chiara strategia territoriale.
Lo stesso strumento della perequazione, salutato come importante innovazione, ha spesso bloccato progetti a causa di una considerevole aumento dei costi di realizzazione.
Alla futura programmazione urbanistica del nostro territorio va posto il problema fondamentale di organizzare le più significative aree per insediamenti produttivi lungo gli assi infrastrutturali dell’autostrada e della E45.
Il decollo delle previsioni del PRG, sia produttive sia residenziali, deve impegnare il Comune con massima determinazione e rapidità.
Le aree di perequazione previste nel PRG devono trovare attuazione con il coinvolgimento dei privati. Per quelle polifunzionali e produttive il Comune deve rapportarsi con le organizzazioni imprenditoriali e di categoria. Quelle a destinazione residenziale devono essere strumento di una politica della casa attraverso un Programma Pluriennale di Attuazione che privilegi chi si dichiara disponibile a realizzare lottizzazioni a prezzi convenzionati.
Il sistema fieristico
Il nostro sistema fieristico ha un punto di eccellenza in Mac Frut e Trans Word. Va difeso e sviluppato.
Vanno ricercati nuovi apporti privati e va riqualificata l’attuale struttura fieristica.
Occorre una strategia di sviluppo che valuti l’integrazione con altre fiere regionali, per competere sul mercato.
Agevolare le idee imprenditoriali dei giovani
Il Comune deve promuovere ed incentivare la nascita di nuova imprenditorialità e di imprenditorialità giovanile.
Può aiutare ad abbattere i costi di inizio attività, ad esempio, con l’esenzione ICI per imprese che creano nuovi posti di lavoro.
Il Comune deve coinvolgere i maggiori istituti di credito locale e insieme dare vita ad un “fondo per la nuova impresa giovanile”. Le idee imprenditoriali proposte devono ricevere un apporto ed una valutazione consulenziale qualificata. L’idea imprenditoriale che ha possibilità di avvio e prospettive di radicarsi e svilupparsi deve essere supportata da un credito agevolato adeguato, in parte a fondo perduto, con qualche anno di preammortamento e con rimborso del restante credito a un tasso agevolato e congruo.
Una buona idea imprenditoriale di un giovane non deve essere vanificata dalle esigenze di un credito che si basa esclusivamente sulle garanzie ipotecarie applicate agli immobili dei genitori.
L’Università stessa è fucina di potenziali nuovi e innovativi imprenditori, e anche per questo motivo va rafforzato il legame con il nostro tessuto produttivo.
6) Una casa per tutti.
A Cesena il bene casa è posseduto da circa l’85% delle famiglie cesenati. Il 15% residuo è la fascia di popolazione che probabilmente non si può permettere, soprattutto ai prezzi attuali di mercato, di acquisire in proprietà l’abitazione e quindi è costretta ad essere assoggettata alla tagliola del mercato degli affitti. Che fare dunque? E’ evidente l’impossibilità di poter realizzare oggi un piano casa realistico basandosi su fondi pubblici che sono decisamente ridotti.
E’ quindi necessario attivare misure che possano garantire flussi finanziari adeguati.
Innanzitutto pensando di alienare agli affittuari parte degli 850 alloggi ERP oggi a Cesena a prezzo calmierato, piuttosto che mantenerli in proprietà con relativi costi di manutenzione, a cui si aggiungono i troppo elevati costi di ACER.
ACER costa troppo per quel che produce, e quindi sarebbe cosa saggia eliminare l’ente inutile e riportare ai comuni la gestione diretta del problema casa.
Per quanto riguarda le possibili conseguenti difficoltà dei comuni minori potrebbe essere data soluzione assegnando ai comuni capo comprensorio in quota parte i dipendenti ACER così da formare un ufficio casa comprensoriale tale da rispondere alle esigenze.
Questa proposta elimina costi e , dato politico maggiormente rilevante, restituisce ai comuni la piena e diretta azione su un settore che necessita di rilancio.
Oltre a questo occorre tenere presente che ACER ha costituito nuove società con il compito di gestire le manutenzioni ordinarie e straordinarie degli immobili da essa gestiti, con questo provocando distorsioni perniciose nel sistema delle imprese artigiane che si trovano di fatto escluse dalla possibilità di concorrere per tali commesse.
Quali proposte allora per l’edilizia residenziale pubblica?
Oggi esiste una norma , la cosiddetta perequazione, che garantisce la cessione volontaria e gratuita da parte dei proprietari di Aree di Trasformazione di quote che possono nel tempo divenire un patrimonio successivamente alienabile con la finalità di costruire nuovi alloggi.
Purtroppo tale meccanismo ha mostrato gravi problemi di funzionamento, costituendo un costo aggiuntivo per l’impresa che spesso si è riversato sull’utente finale, e non riuscendo a calmierare i prezzi di mercato vista l’esiguità dei volumi coinvolti.
La proposta che avanziamo è quella di emettere bandi per privilegiare quelle proprietà che si dichiarano disponibili a cedere aree a prezzi convenzionati (con incidenza del terreno compresa fra il10% e il 20%) a imprese, cooperative, singoli cittadini che si impegnano a realizzare edilizia convenzionata nei prezzi di cessione o affitto degli alloggi.
Su queste iniziative si possono concordare,con gli istituti di credito locale,linee di finanziamento agevolato per la prima casa.
Tutto ciò va concordato con un regolamento chiaro, sintetico, semplice da interpretare.
7) Il Centro Storico da rilanciare, la periferia da valorizzare.
Negli ultimi anni l’attenzione dell’Amministrazione verso il Centro Storico è calata sensibilmente.
A fronte della nascita di strutture commerciali nelle immediate vicinanze, non si sono studiati e attuati piani che favorissero la capacità del centro di reggere l’urto.
Il risultato è stato un progressivo impoverimento quantitativo e qualitativo della struttura commerciale, con conseguente perdita di competitività.
Siamo profondamente convinti che una città senza un centro fruibile è una città destinata a spegnersi, perché manca il suo cuore pulsante.
Occorre favorire la frequentazione e l’avvicinamento.
Il parcheggio interrato pubblico di tipo tradizionale sotto piazza della Libertà deve essere realizzato al più presto.
Stiamo conducendo questa battaglia da dieci anni. Seimila cittadini hanno sottoscritto una petizione in tal senso. Sindaco e Giunta sono stati incapaci di dare risposte adeguate e coerenti. Dopo un concorso progettuale europeo e tanti soldi spesi il progetto è stato accantonato perché ritenuto non indispensabile. Noi continuiamo a ritenere che sia doveroso farlo e farlo subito.
Vogliamo un’isola pedonale bella, ben arredata che comprenda sicuramente Piazza della Libertà, Corso Sozzi, Viale Mazzini, Via Zeffirino Re, Piazza del Popolo. Ma deve essere possibile il migliore avvicinamento.
Via Cesare Battisti non deve essere isola pedonale, né riteniamo lo debba diventare. Pertanto deve essere sistemata, ma non predisposta a finire completamente pedonalizzata come è nei progetti dell’Amministrazione.
Per la rivitalizzazione del centro, il suo arredo, la sua organizzazione, il Comune deve coinvolgere maggiormente le organizzazioni del commercio e degli operatori. Insieme vanno definite e approntate tutte le iniziative che possano concorrere e rilanciare la vita, l’attività, lo sviluppo del centro storico della nostra città che deve tornare ad essere il luogo gravitazionale dei cesenati e di grande accoglienza dei turisti.
Il Foro Annonario deve essere ristrutturato ma non snaturato, va arricchito anche di altre attività commerciali e artigianali con particolare attenzione alle produzioni tipiche e specializzate.
L’attenzione al Centro Storico non deve significare disattenzione verso le zone più periferiche.
Le frazioni devono essere tutte oggetto di un attento esame che valuti l’espansione degli ultimi anni e lo standard dei servizi presenti.
Occore ricompattare il territorio urbanizzato delle medesime, soprattutto dove questo può dare impulso a nuovi insediamenti famigliari e commerciali, favorendo, con uno sviluppo coerente, nuove occasioni di coesione sociale.
Anche le attività sociali e culturali vanno maggiormente spalmate su tutto il territorio comunale, non solo attraverso le sedi dei quartieri ma con formule innovative di aggregazione e coinvolgimento della popolazione.
8) Parcheggi e viabilità, è l’ora del buon senso.
Negli ultimi anni le scelte su parcheggi e viabilità hanno risentito di una impostazione troppo ideologica e dogmatica, che ha preteso di disegnare una città senza coinvolgerla, considerando il pur necessario trasporto privato come un nemico e il disastrato sistema di trasporto pubblico come soluzione di tutti i problemi. Il tutto senza mettere a disposizione dei cittadini neanche un nuovo parcheggio.
Non è da oggi che come repubblicani denunciamo una impostazione ondivaga, figlia di errori e sottovalutazioni, e spesso causa di ritardi e ripensamenti.
Il nostro assunto di partenza è che bisogna rivedere completamente il PRIM, Piano Regolatore Integrato della Mobilità, che ha ulteriormente complicato il traffico di Cesena con scelte cervellotiche e non ha risolto la carenza di parcheggi, stante al momento il mancato decollo degli scambiatori.
Riteniamo fondamentale fluidificare il traffico cittadino eliminando molti dei sensi unici creati ultimamente, favorendo una circolazione snella che contribuisca anche all’abbattimento dell’inquinamento.
La politica della sosta può incidere molto e positivamente sullo snellimento del traffico, se affrontata con coerenza e decisione.
Due sono i parcheggi che riteniamo fondamentali: Piazza della Libertà e Lugaresi.
Quello interrato di Piazza della Libertà per consentire una pedonalizzazione del centro storico non penalizzante e liberare tutta l’area della Valdoca dall’attuale ripetuto traffico di attraversamento alla ricerca della sosta selvaggia; quello in zona Lugaresi per essere a servizio dell’area mercatale e intercettare il flusso veicolare proveniente dalla vallata del Savio prima che esso entri in città.
Il progetto di un parcheggio in zona Osservanza sarà definitivamente accantonato, per non danneggiare uno degli ultimi polmoni verdi del centro cittadino, creando una struttura inutile nelle immediate vicinanze del parcheggio del Cimitero, già oggi sottoutilizzato.
Riguardo al parcheggio in costruzione in zona Caps, senza voler considerare lo sfregio estetico alla visuale della Rocca Malatestiana, insisterà su una zona con una viabilità già difficile e raccoglierà nuovo traffico, essendo uno dei piani a destinazione direzionale.
La nostra idea continua ad essere che bisogna di restituire il lungo fiume alla città, spostando la caserma CAPS e ospitando al suo posto un parcheggio a raso e molti uffici e servizi comunali.
Recentemente, poi, è nato anche il caso del parcheggio previsto in zona Vigne che dovrà servire il nuovo ingresso della Stazione.
Il parcheggio in questione ha allarmato i residenti, in quanto previsto di dimensioni sostanziose in una zona che da tempo soffre una viabilità al limite del collasso.
Noi crediamo che, se un nuovo ingresso della Stazione viene realizzato, è giusto e logico che esso venga sfruttato, anche con incentivi al parcheggio nelle sue vicinanze; quello che ci lascia perplessi però è che quella zona fa parte di un'area di trasformazione denominata "Novello" che pare non possa contenere al suo interno altre risposte per la soluzione del problema parcheggi soprattutto per i pendolari.
Possibile che un'area così vasta come quella presa in considerazione, che comprende tutta l'asta tra Via Emilia e Stazione e che sarà oggetto di investimenti e realizzazioni considerevoli, non sia in grado di prevedere al suo interno soluzioni meno impattanti? Occorre verificare questa possibilità.
Il parcheggio dell’Ospedale Bufalini merita una citazione particolare.
E’ in atto un vero e proprio accanimento contro i visitatori ed i pazienti, i quali vedono compromesso il loro diritto d’accesso ai servizi sanitari ospedalieri. L’amministrazione dell’AUSL e la stessa Amministrazione comunale dimostrano poca sensibilità su ciò che una qualsiasi azienda cercherebbe di curare al massimo e cioè adeguare i parcheggi alle effettive necessità dei clienti.
E’ possibile realizzare un parcheggio su più piani, nell’area a fianco del nuovo padiglione ospedaliero, in grado di soddisfare tutte le esigenze. Contemporaneamente si potrà delimitare una zona di rispetto davanti al nuovo ingresso dell’ospedale, evitando il persistere in quella “camera a gas” che si è venuta creare, specie dopo la costruzione del ponte di raccordo.
Gli spazi di parcheggio nel piazzale superiore dovranno essere riservati agli anziani, ai bambini, alle donne in stato di gravidanza avanzata ed altri utenti con problemi di mobilità, con autorizzazione al “parcheggio gratuito” da rilasciarsi al momento della prenotazione della visita/esame. Questi sono segni di civiltà ai quali non possiamo più rinunciare.
Il trasporto pubblico merita una attenta valutazione..
E' di pochi mesi fa la decisione dei Comuni-soci di ricapitalizzare le società partecipate, necessità scaturita dai pesanti passivi di gestione registrati.
Conveniamo sulla necessità di razionalizzare il trasporto privato ma ci pare improvvido disegnare un nuovo sistema di viabilità cittadina confidando pesantemente sull'aumento della fruizione dei mezzi pubblici quando questa soluzione è attualmente in forte sofferenza e non ha prospettive di miglioramento a breve in termini di equilibrio economico, appetibilità, gestione efficente, ingresso di operatori privati.
E’ fondamentale il progetto del lotto zero della Secante che ancora manca e la realizzazione completa di questa infrastruttura che è stata trascinata da più di trent’anni.
Occorre realizzare la bretella di collegamento fra la Secante e il casello autostradale di Cesena Sud come da previsione annosa del PRG. Deve contribuire ad alleggerire il traffico sulla via Cervese.
9) Ambiente, una scommessa da vincere con il coraggio.
Le politiche ambientali sono un obbligo per ogni futura Amministrazione.
Da esse dipendono la salute e il benessere dei cittadini, e per questo necessitano di coraggio e lungimiranza.
Sono molteplici gli esempi di scelte innovative a favore del miglioramento ambientale sperimentate in tutta Italia, dalle quali mutuare per creare, anche a Cesena, ad un “Progetto Virtuoso Cittadino”, capace di incidere sulle scelte e sugli stili di vita ma anche sul rapporto tra chi governa e chi vive un territorio, nel comune intento di migliorare la qualità della vita.
Questi i nostri impegni:
- migliorare la fluidità del traffico cittadino, in quanto le scelte cervellotiche degli ultimi anni hanno contribuito spesso ad aumentare file e tempi di percorrenza con conseguente aumento dell’inquinamento atmosferico.
- Individuare una piattaforma logistica a ridosso della città nella quale gli operatori della distribuzione consegnino le merci e dalla quale partano mezzi ecologici a basso impatto ambientale per la distribuzione alle attività del centro storico, con libero accesso e possibilità di sosta all’interno della ZTL per tutte le 24 ore.
- prevedere la certificazione energetica per gli edifici di nuova costruzione
- raggiungere accordi con istituti bancari del territorio per prestiti a tasso zero con interessi parzialmente coperti dal Comune per realizzare lavori di isolamento termico, lavori di riqualificazione impiantistica o di installazione di impianti alimentati da energie rinnovabili per il riscaldamento invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria
- Prevedere, in accordo con Hera e gli istituti bancari, la sperimentazione di un progetto pilota per l’installazione gratuita di impianti fotovoltaici presso le abitazioni private.
Hera acquisterà i pannelli fotovoltaici grazie al finanziamento degli Istituti aderenti e effettuerà installazione, rimanendo la beneficiaria dell’elettricità prodotta. Grazie a tale elettricità prodotta, nonché venduta al Gestore del Servizio, Hera farà fronte al finanziamento bancario, diminuendo la bolletta delle famiglie coinvolte e pagando il lavoro d’ufficio e di montaggio. Dopo vent’anni, comunque, la proprietà degli impianti e dell’intera produzione passerà alle famiglie.
- Agevolare l’installazione dei pannelli fotovoltaici prevedendo la presentazione da parte dei cittadini interessati della sola DIA da compilare in forma semplificata accorciando i tempi per l’eventuale presentazione di osservazione da parte degli uffici competenti, escludendo qualunque diritto, spesa od onere ad eccezione dell’imposta di bollo.
- Ridurre l’imposta comunale sugli immobili per le attività produttive che intendano attivarsi con interventi di contenimento dei consumi energetici sui propri edifici
- Introdurre nel Regolamento Edilizio comunale la possibilità di considerare l’intervento di isolamento a cappotto degli edifici esistenti alla data di adozione del PRG, sino allo spessore di 10 cm., come intervento di manutenzione straordinaria e quindi di non considerare tale aumento di spessore delle murature ai fini del computo della distanza dai confini.
Tutto questo, insieme alle nuove normative regionali e nazionali, può concorrere alla creazione di un “Distretto della bioedilizia” che favorisca la sostenibilità ambientale e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Da anni sosteniamo con convinzione la tesi che la sensibilità alle politiche ambientali non possa prescindere da una nuova gestione delle politiche dei rifiuti: bisogna avviare anche a Cesena la sperimentazione della raccolta differenziata Porta a Porta, alla quale accompagnare una efficace e incisiva campagna di informazione e sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole del territorio.
Esperienze diffuse in tutta Italia dimostrano che con la raccolta porta a porta si possono raggiungere una riduzione complessiva dei costi, creazione di nuovi posti di lavoro, riduzione delle tariffe alla cittadinanza.
Le nuove assunzioni non significano maggiori costi perché questi sono compensati dai risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Questi risparmi verranno poi investiti non solo in mezzi più piccoli ed ecologici ed in nuovo personale ma anche per garantire un risparmio sulla tariffa al cittadino, che finalmente pagherà per i rifiuti che produce realmente.
Inoltre, i cittadini potranno conferire qualsiasi tipologia di rifiuti presso le attuali isole ecologiche che verranno modernizzate con un sistema informatico in grado di registrare ogni conferimento, attribuendo all’utente un punteggio e registrandolo su una tessera magnetica. Alla fine dell’anno, il punteggio si trasformerà in un bonus economico inviato con assegno direttamente a domicilio.
Con l’aumento del riciclaggio delle risorse calerà la necessità di impianti di smaltimento, siano essi inceneritori o discariche.
Il sistema Porta a Porta potrà permettere anche la creazione di un “Distretto del recupero”, attraverso politiche che favoriscano la nascita e l’insediamento di imprese operanti nel settore dei materiali riciclabili.
Attenzione sarà posta anche alle aree verdi della città, rendendole più sicure e più dotate di giochi e momenti di socializzazione attraverso accordi con le Associazioni presenti sul territorio.
Nuove aree attrezzate soprattutto per i bambini devono essere predisposte anche nelle aree scolastiche.
10) Logistica e agricoltura, un binomio da sviluppare.
Logistica e agricoltura sono state da sempre due delle spine dorsali dell’economia cesenate; esse hanno caratterizzato l’economia e lo sviluppo, fino quasi ad identificare, in molti casi, il nostro territorio con esse.
Cesena snodo con l’Europa
Cesena è rilevante snodo infrastrutturale ed economico fra Nord e Sud, con l’Europa. Inoltre la sua peculiarità ortofrutticola e agroalimentare fa di Cesena uno snodo commerciale e logistico di straordinaria rilevanza. Questo implica dotazioni infrastrutturali e logistiche che necessitano e devono essere realizzate.
Innanzi tutto il completamento del lotto zero e la sua realizzazione rapida, poi la realizzazione dell’E55 e la completa messa in opera del collegamento Mestre – Civitavecchia. La E45 deve essere, in questo contesto, adeguata e da subito messa in sicurezza.
Inoltre è necessario dare rapidità alla realizzazione della via Emilia Bis fra Cesena e Forlì, in un quadro progettuale che comprenda anche un raddoppio di collegamento fra Cesena e area del Rubicone verso Rimini e coinvolga la Regione, fino ad oggi assente.
Agricoltura: un Assessorato
Il mondo dell’agricoltura attraversa da anni una profonda crisi, sempre più evidente nel nostro territorio.
L’invecchiamento delle forze imprenditoriali, uno scarso ricambio generazionale, le ridotte dimensioni della maglia poderale delle nostre aziende, una insufficiente attenzione rivolta alla promozione e al finanziamento della ricerca e della sperimentazione, una insufficiente estensione delle reti irrigue sono problemi che occorre affrontare, partendo da una maggior integrazione fra i vari soggetti operanti nell’ambito delle diverse filiere del settore agricolo che funga anche da stimolo per la promozione e il marketing delle nostre produzioni ortofrutticole.
Occorre prevedere una diminuzione dell’aliquota ICI sui terreni agricoli, rivedere la variante Zone Agricole del PRG, una variante che non blocca le ville in campagna ma ostacola gli operatori agricoli che hanno esigenza di realizzare la casa per i figli e tenere unita la famiglia ed il podere. C’è necessità di un più razionale uso dei fabbricati rurali esistenti consentendo il cambio d’uso e la riconversione secondo le necessità dell’azienda.
Occorre approntare un migliore sistema di sostegno alle aziende agricole in caso di calamità naturali. E’ necessario risolvere il problema delle strade vicinali e consortili.
Occorre poi valorizzare maggiormente il nostro territorio rurale nell’ottica di un sempre più stretto legame e rapporto fra sistema produttivo agricolo e turismo, creando sinergie tra agricoltura, tipicità gastronomiche, sport, cultura, con grande attenzione agli sviluppi del settore agrituristico che rischiano di far perdere la essenziale componente di legame con il territorio.
Bisogna affrontare con gli agricoltori interessati il quadro dei problemi che si pongono sul piano economico, reddituale, di riorganizzazione poderale, di produzione e produttività, di commercializzazione, lavorazione e trasformazione.
E’ più che motivata l’istituzione di un Assessorato all’Agricoltura che sappia rappresentare con efficacia la rinnovata e attiva attenzione del Comune a questo fondamentale settore.
Un polo logistico
La futura amministrazione deve affrontare la crisi che attanaglia il settore dell’autotrasporto, rispetto al quale il Comune è molto mancato negli ultimi anni.
La nostra volontà e quella di dare vita ad un grande polo logistico che sfrutti e metta a sistema le potenzialità dei comparti dell’autotrasporto e della filiera agro-industriale.
Esso dovrà beneficiare delle scelte infrastrutturali più sopra richiamate, aggiungendo ad esse le opportunità offerte da un vero e rapido collegamento con il Porto di Ravenna e dallo sviluppo del settore cargo previsto per l’Aereoporto di Forlì.
Tale scenario può permettere, se si opera con convinzione, di far tornare Cesena ai vertici della logistica nazionale, con un inevitabile beneficio per l’economia locale.
Per realizzare questo progetto si possono verificare le possibilità di potenziamento dell’Autoporto già esistente; in caso ciò non fosse possibile, verrà individuata un’area in prossimità dei grandi assi viari da sviluppare in un’ottica di concertazione tra pubblico e operatori privati.
11) Piacere, Cesena! Cultura, turismo, sport per una città che attrae.
La cultura torna a casa
Cesena necessità di un nuovo approccio nel fare cultura, che tenga conto della esiguità delle risorse pubbliche e delle tante potenzialità che spesso rimangono inespresse o sottovalutate.
Il primo grande passo siamo convinti debba essere il ritorno del Teatro Bonci alla gestione diretta, abbandonando la Fondazione ERT.
Questo connubio non ha portato apprezzabili miglioramenti, e soprattutto non ha costituito una aspetto positivo per le politiche culturali cesenati; i nostri rappresentanti in seno al Consiglio di Amministrazione non hanno brillato per lungimiranza e per difesa delle legittime prerogative della nostra realtà.
Ogni anno viene destinato un contributo di circa 1,3 milioni di Euro a ERT per il funzionamento del Teatro Bonci; noi crediamo che questa cifra possa e debba essere utilizzata per una gestione diretta da parte di un Ufficio Cultura rafforzato dalla figura di un dirigente di prestigio o di un collaboratore esterno della medesima caratura.
La cultura si rinnova
Il Teatro Bonci deve aprirsi sempre più alla collaborazione con i privati operanti nel nostro territorio nel campo dello spettacolo: ciò significherebbe un cartellone più vario e appetibile per la città con un risparmio dei costi e una possibilità di sviluppo imprenditoriale e lavorativo per realtà che abbiano la capacità di garantire qualità nella continuità.
Così facendo, l’Amministrazione potrà dedicare parte dell’attuale investimento economico sulla programmazione di altre iniziative culturali o per interventi diversi.
Verrà reso disponibile anche il Ridotto del Teatro, ora occupato dal Settore Urbanistica, e sarà utilizzato come laboratorio multi-espressivo teatrale e culturale a disposizione della città e dei giovani attori.
A questo deve accompagnarsi una precisa volontà di svecchiare l’idea stessa del fare cultura a Cesena, perché questo non significa solo Teatro Bonci e non significa sempre con gli stessi attori.
Conservatorio Bruno Maderna, Istituto Corelli, Scuole di musica, Associazioni Culturali, sistema museale, Biblioteca Malatestiana: troppo spesso queste realtà, così importanti, paiono operare senza coordinamento, con inutili ripetizioni e ridondanze, senza l’opportuna valorizzazione.
Questo modo di fare cultura costa e non produce i risultati che una città come Cesena meriterebbe, occorre ripensarlo completamente, non solo in relazione alla possibilità di contributi privati ma anche per costruire un sistema integrato della cultura che diventi elemento fondamentale della rinnovata vocazione turistica della città.
Riorganizzazione del sistema museale con affidamento completo a privati di alcune gallerie, valorizzazione del Conservatorio Maderna con il suo inserimento nel cartellone degli eventi culturali e teatrali, rivisitazione dell’Istituto Corelli con una offerta nuova e più moderna, maggiore coinvolgimento delle Associazioni Culturali, pianificazione da subito dell’offerta legata alla nuova Grande Malatestiana, patrimonio dell’umanità ma ancora troppo poco dei cesenati e dei turisti.
Essa è il vero simbolo della cultura cesenate ma risulta penalizzata in termini di spazi, di numero di visitatori, di iniziative promozionali in suo favore.
Dubitiamo che possa bastare il progetto di allargamento degli spazi per risolvere questi annosi problemi; occorre invece studiare tutte le possibilità per rendere la nostra Biblioteca un vero riferimento per il turismo, oltre che un punto di riferimento per gli istituti scolastici cittadini, frequentati da giovani cesenati che devono crescere con la piena consapevolezza del valore che essa rappresenta.
E' necessario infatti agire con maggiore decisione sul marketing legato al turismo culturale ma soprattutto al turismo estivo della nostra riviera, in maniera tale da far divenire la Malatestiana un punto di passaggio quasi obbligato per i tour operator che in questo settore lavorano.
Iniziative possono essere legate alle aperture serali estive dei negozi del centro con un ingresso omaggio a chiunque effettui spese, oppure cercare sinergie con aziende che sponsorizzino aperture serali e attività promozionali legando ad esse la propria immagine.
La Rocca Malatestiana dovrà essere, il logico prolungamento estivo dell'attività del Bonci, proponendo rassegne e anticipando iniziative invernali, oltre a divenire una tappa obbligata del tour tra le bellezze cesenati attraverso lavori di miglioramento e adeguamento.
Se poi è vero, come è vero, che Malatestiana e Bonci sono le due immagini di Cesena per antonomasia, occorre che si cerchino sempre maggiori rapporti con quelle istituzioni che hanno per legge disponibilità di fondi da dedicare alle attività culturali, come le Fondazioni bancarie: queste ultime devono essere sensibilizzate sulla necessità del loro intervento per il bene e lo sviluppo della città, a fronte di progetti credibili, organici e di forte spessore e valenza.
Un nuovo modo di unire cultura e territorio: la Film Commission
Istituiremo a Cesena una Film Commission, con lo scopo di attrarre le produzioni cinematografiche ed audiovisive.
Questo per promuovere il nostro territorio e valorizzarne le potenzialità culturali e paesaggistiche ma anche per valorizzare le risorse professionali locali.
Dalla ricerca di locations, alle soluzioni logistiche, alla promozione, la Film Commission aiuterà e favorirà la realizzazione dei prodotti; saranno facilitate o rese gratuite tutte le pratiche amministrative legate all’attività (occupazione suolo pubblico, permessi, assistenza Polizia Municipale).
Cesena “mecenate”
Cesena deve diventare una realtà nella quale giovani artisti emergenti possano esporre gratuitamente le loro opere, lasciandone in cambio alcune alla città, cosa che garantirebbe loro visibilità e ritorno di immagine. Vogliamo inoltre aumentare l’offerta di arte diffondendola più capillarmente sul territorio, utilizzando le sedi di quartiere ed il contributo dei privati: pensiamo ad un concorso annuale di arredo urbano nel quale coinvolgere artisti affermati (in primis quelli cesenati) ed operatori locali nel giudizio delle opere più meritevoli, legata ad un’asta delle opere presentate i cui proventi potrebbero remunerare gli artisti partecipanti e contribuire alle spese di realizzazione.
Lo sport si sviluppa
Lo sport non deve essere considerato solo come svago ed agonismo, ma come formazione ed educazione del cittadino, attraverso una corretta azione motoria, una sana educazione alimentare, un’acquisizione di principi e regole per favorire la vita in comune, per socializzare.
Anche se a Cesena molto è stato realizzato in questi ultimi anni a livello di sport, molto ancora resta da fare, in particolar modo se si affronta il problema degli sport minori: essi, pur coinvolgendo tantissime società sportive soffrono di una evidente carenza di spazi idonei, dotati oltre che di strutture ed attrezzature regolamentari, anche di spazi per il pubblico che permettano di assistere alle competizioni, coinvolgendo e stimolando la crescita delle società stesse.
Le associazioni sportive vanno aiutate con contributi e strutture, prevedendo la possibilità che la realizzazione dei lavori di ammodernamento di queste ultime abbia come contropartita la loro gestione diretta.
Va implementato lo sport nelle scuole elementari con iniziative di avviamento e orientamento in collaborazione con le Associazioni sportive.
Piacere, Cesena!
Cesena deve diventare una città turistica, senza l’ambizione di muovere flussi da grande città d’arte ma consapevole di poter costruire una offerta interessante.
Il primo obiettivo da perseguire è l’allenza tra pubblico e privato per mettere a sistema le molteplici opportunità che un visitatore può sfruttare.
“Piacere, Cesena!” sarà la prima vera offerta integrata sviluppata per la nostra città.
Il pur ampiamente meritorio impegno delle associazioni impegnate in questo settore non ha spesso ottenuto i risultati che meritava a causa della mancanza di prospettive condivise o della episodicità degli eventi.
La prossima Amministrazione dovrà assumersi la responsabilità di operare da vera e propria regia capace di pianificare e mettere in rete tutti gli attori pubblici e privati.
Cultura, gastronomia, divertimento, shopping, prodotti tipici, itinerari curiosi, sport, pernottamento: questi saranno alcuni degli elementi che comporranno il pacchetto che renderà la visita a Cesena “un’esperienza da provare”.
Per questo motivo andrà potenziato l’Ufficio Turistico e andranno studiate sinergie con gli operatori della Riviera, per fare sì che Cesena non venga vissuta come una alternativa ma come una integrazione preziosa.
“Cesena Connessa”
Una città moderna è una città che permette l’utilizzo delle nuove tecnologie nella maniera più diffusa possibile.
Questo non solo per agevolare i visitatori ma anche e soprattutto per mettere i cittadini in condizione di vivere la città in continua connessione con la rete, creando la situazione ottimale affinché anche l’Amministrazione possa raggiungere in tempo reale una ampia fetta di popolazione.
Entro 12 mesi saranno realizzati presso esercizi e luoghi pubblici (quali, ad esempio, le sedi delle associazioni) dei “Punti Cesena Connessa” (PCC)
Gli esercizi che aderiranno riceveranno un contributo annuale fino a 500,00 Euro per l’attivazione del PCC, che dovrà rispettare le leggi in materia, garantire la completa gratuità del servizio ed essere predisposto per accesso wi-fi
12) Cesena a misura di bambini e di giovani.
Cesena deve diventare sempre più una città a misura di bambini e di giovani, perché anche da questo si misurerà il suo grado di sviluppo.
Vanno aumentate le possibilità di inserimento nelle scuole dell'infanzia, anche attraverso convenzioni con strutture private.
A partire delle scuole elementari saranno creati dei percorsi pedonali che toccheranno i principali plessi nei quali i bambini arriveranno con l’aiuto di due accompagnatori.
Verranno inoltre aumentate le occasioni di avviamento allo sport e alla musica attraverso il coinvolgimento di Associazioni sportive, Conservatorio, scuole di musica.
Dalle scuole medie verranno organizzati corsi di educazione civica con particolare riferimento al funzionamento del Comune grazie ad incontri con Assessori e Consiglieri Comunali e visite alle sedute del Consiglio Comunale.
Particolare attenzione sarà dedicata ai luoghi di incontro e socializzazione come parchi, giardini, piazze: attraverso una serie di appuntamenti mirati in collaborazione con le Associazioni del territorio si punterà ad animare la città facendola vivere ai più giovani.
Effettueremo anche una attenta valutazione del Progetto Giovani e dei suoi risultati, con l’obiettivo di potenziarlo aumentando il coinvolgimento e innovando la proposta.
Cesena è anche città universitaria.
Vanno aumentate le occasioni di integrazione e inserimento nella vita cittadina, e va sviluppato il rapporto con le aziende locali per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro attraverso momenti di incontro tra domanda di impiego e offerta di nuove professionalità.
La vivacità notturna, esplosa negli ultimi anni, va assecondata in quanto fonte di lavoro per molti giovani e occasione di conoscenza della città per chi viene da fuori; proprio per questo motivo vanno ricercate sinergie con le attività commerciali diurne e le principali strutture pubbliche, in un circuito che possa offrire occasioni di vivere Cesena nuove e coinvolgenti, sensibilizzando allo stesso tempo sulla necessità di stili di vita corretti.
La Cesena notturna potrà continuare a svilupparsi solo se saranno rispettate le legittime esigenze dei residenti, con i quali saranno definiti periodicamente momenti di confronto e di informazione.
13) Nuovi assetti istituzionali.
Anche Cesena nella Provincia.
La provincia di Forlì-Cesena è tale soprattutto nel nome. E’ necessario l’impegno del Comune per promuovere, in accordo con la Provincia, decentramenti di assessorati (ad esempio quello dell’agricoltura) o per giungere ad un migliore funzionamento delle sedi Inps o Vigili del Fuoco di Cesena.
Cesena capo comprensorio.
In questa azione il Comune deve svolgere non solo un ruolo rivendicativo ma una più ampia funzione che lo riaffermi, ciò che non è stato nei fatti, Comune capo comprensorio in collaborazione con gli altri Comuni del nostro territorio.
I nuovi quartieri.
I quartieri devono essere coinvolti nelle scelte di indirizzo dell’Amministrazione con un meccanismo semplice e uniforme. Non basta riunire i Presidenti su scelte già avvenute per considerare questa una programmazione condivisa. I Consigli di Quartiere devono avere la dignità di essere consultati ed informati correttamente e messi in condizione di dare pareri documentati e motivati di cui l’Amministrazione tenga adeguato conto.
La partecipazione dei cittadini alla vita del Consiglio di Quartiere non è particolarmente estesa ed attiva. La maggiore partecipazione c’è quando una questione particolare si pone e coinvolge un numero sostenuto di persone.
Un modo di amministrare migliore nei confronti delle frazioni e dei quartieri può realizzarsi improntando un rapporto nuovo con i cittadini.
Sulle scelte e le realizzazioni di una certa rilevanza e di un certo impatto per la popolazione che il Comune prevede di fare o è chiamato a fare in una frazione e in un quartiere deve essere data ai cittadini una informazione ampia in ragione della quale possa svilupparsi quella partecipazione critica e propositiva che rende i cittadini coprotagonisti delle decisioni che devono essere assunte.
Vogliamo forme di rapporto davvero collaborative ed evitare che troppo spesso i cittadini delle frazioni e dei quartieri si trovino di fronte a cose e soluzioni già decise senza che su quelle abbiano potuto minimamente coinvolgersi.