
LO SCANDALO ACER
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CITAZIONE PER DANNI DA PARTE DI ACER, NOI NON CI INTIMORIAMO
E' arrivato il preannunciato atto di citazione nei miei confronti da parte di ACER, con il quale mi vengono chiesti danni per diffamazione, avendo io leso il profilo personale e professionale del Presidente e dell'Azienda che egli rappresenta.
In che cosa consiste questa presunta diffamazione? Nell' aver denunciato la perdita di 500.000 Euro per investimenti che, causa anche la crisi finanziaria, hanno scontato risultati decisamente negativi e la creazione di una società interamente partecipata da ACER che, senza nessuna gara, si vedeva affidata le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari, a danno di tante aziende artigiane locali.
Ebbene, confermo tutto, come confermo che non mi lascerò intimidire da chi, anzichè operare per la trasparenza e la buona gestione, si affida alle carte bollate.
Sono ancora più convinto nel chiedere le dimissioni immediate del Presidente di ACER, mentre egli le rifiuta sdegnato, nonostante esse giungano non solo dal Partito che io rappresento ma anche da esponenti della sua stessa corrente politica.
Mi sembra una curiosa presunzione di infallibilità, che pare scontrarsi con alcuni dati di fatto, che ho già segnalato ma sui quali ancora nessuno si è degnato di fornire risposte:
- Perchè non si è ritenuto di investire i soldi dei cittadini in maniera più prudente, perdendo qualcosa in rendimento ma guadagnando in sicurezza?
- Chi è perchè ha scelto la Cassa dei Risparmi di Firenze come contraente dell'investimento? C'è stato forse qualche "suggerimento" dal mondo politico locale? Chi è stato il curatore dell'operazione?
- E' vero o no che, scorrendo il Bilancio 2008 di ACER, si nota come i debiti complessivi passano da 21 a quasi 24 milioni di Euro, le consulenze esterne aumentano del 10% arrivando a 122.00 Euro, le spese di rappresentanza aumentano del 25% arrivando a 76.000 Euro (si fanno ancora le conventions in Brasile, Turchia, Grecia, come era costume della vecchia IACP?), le spese di comunicazione istituzionale arrivano a 60.000 Euro?
- E' vero o no che gli artigiani incaricati del controllo delle caldaie e di altri lavori di manutenzione da Gennaio ad oggi non abbiano ancora ricevuto pagamenti per le loro prestazioni, sulle quali peraltro hanno l'obbligo di lasciare una percentuale alla Cooperativa che ha vinto il bando per la gestione degli immobili?
- E' vero o no che esisteva una società di nome IMAGE, interamente partecipata da ACER di Cesena-Forlì (perchè le Aziende delle realtà limitrofe si erano ben guardate dal parteciparvi), alla quale erano stati affidati tutti i lavori di manutenzione, e che è stata chiusa in tutta fretta poco tempo fa?
Qui non c'entrano l'onore o la reputazione del Presidente di ACER, al quale peraltro, quando era Vice Presidente della Provincia verso la metà degli anni 80, furono richieste le dimissioni (poi ovviamente respinte) perchè si era "dimenticato" di una delle banche che avevano avanzato un'offerta in seguito ad una richiesta di mutuo da parte della Provincia medesima: a noi non interessa la persona, se non per quanto riguarda il compimento del suo dovere istituzionale.
Oltre a non spaventarci, andremo avanti nella nostra volontà di vedere chiaro in tanti altri aspetti: Imprese edili e di servizi alle quali ACER si affida e loro partecipazioni societarie; Spese personali degli amministratori: Eventuale partecipazione di amministratori e dipendenti ad altri consigli d’amministrazione; Utilizzo documentato delle auto aziendali; Eventuali co-interessenze fra dirigenza e professionisti dipendenti in altre attività; Assegnazione lavori con o senza concorso; Spese non documentate.
La questione è, ovviamente, anche politica.
Per questo chiediamo al Sindaco Lucchi se, in qualità di rappresentante di un Ente proprietario di ACER, intenda associarsi a questo atto di citazione o preferisca, come auspichiamo, dissociarsi pubblicamente e chiaramente dalla medesima, operando insieme a noi per un immediato azzeramento di tutto il vertice, oltre a fare piena luce su alcune presunte gravi inadempienze dell'Amministrazione Comunale: ci risulta, infatti, che non sia stato adempiuto l'obbligo di rendicontazione da parte dei rappresentanti del Comune di Cesena in ACER dell'attività svolta e delle problematiche emerse.
Luigi Di Placido
Capogruppo PRI in Consiglio Comunale
LA QUERELA DEL PRESIDENTE ACER MI RENDE ORGOGLIOSO, RINNOVO LA RICHIESTA DI SUE DIMISSIONI
La querela annunciata dal Presidente di ACER, oltre a non intimorirmi, mi rende particolarmente orgoglioso, perchè dimostra quale sia l'atteggiamento del potere e dei suoi rappresentanti quando viene sollevato un problema che mette in luce la fallibità di quello che invece si vuole far passare come un "sistema perfetto".
Il Presidente rappresenta una Società che ha perso in titoli spazzatura 500.000 Euro, tutti soldi dei cittadini e non suoi; egli, invece di perdere tempo a querelare e a chiedere danni, farebbe meglio a prendere coscienza del fatto che i soldi pubblici vanno amministrati con il massimo della prudenza e a rispondere ai tanti interrogativi che abbiamo già posto e sui quali regna ancora il silenzio più assoluto, tra i quali:
- Chi è perchè ha scelto la Cassa dei Risparmi di Firenze come curatore dell'investimento? C'è stato forse qualche "suggerimento" dal mondo politico locale?
- E' vero o no che, scorrendo il Bilancio 2008 di ACER, si nota come i debiti complessivi passano da 21 a quasi 24 milioni di Euro, le consulenze esterne aumentano del 10% arrivando a 122.00 Euro, le spese di rappresentanza aumentano del 25% arrivando a 76.000 Euro (si fanno ancora le conventions in Brasile, Turchia, Grecia, come era costume della vecchia IACP?), le spese di comunicazione istituzionale arrivano a 60.000 Euro?
- E' vero o no che gli artigiani incaricati del controllo delle caldaie e di altri lavori di manutenzione da Gennaio ad oggi non abbiano ancora ricevuto pagamenti per le loro prestazioni, sulle quali peraltro hanno l'obbligo di lasciare una percentuale alla Cooperativa che ha vinto il bando per la gestione degli immobili?
Su questo bando svolgeremo ricerche più approfondite, per il momento abbiamo già chiesto di conoscere con precisione aspetti che non ci è possibile desumere chiaramente dal Bilancio d'esercizio: Imprese edili e di servizi alle quali ACER si affida e loro partecipazioni societarie; Spese personali degli amministratori: Eventuale partecipazione di amministratori e dipendenti ad altri consigli d’amministrazione; Utilizzo documentato delle auto aziendali; Eventuali co-interessenze fra dirigenza e professionisti dipendenti in altre attività; Assegnazione lavori con o senza concorso; Spese non documentate.
Alla luce della reazione scomposta del Presidente di ACER, siamo ancora più convinti nel richiederne le dimissioni immediate.
Al Sindaco Lucchi, invece, chiediamo se sia ancora convinto come noi della necessità delle medesime e se intenda fare piena luce su alcune presunte gravi inadempienze dell'Amministrazione Comunale.
Ci risulta, infatti, che non sia stato adempiuto l'obbligo di rendicontazione da parte del rappresentante del Comune di Cesena in ACER dell'attività svolta e delle problematiche emerse.
Dal Giugno 2007 infatti, con l'approvazione in Consiglio Comunale del "Codice per il presidio delle Società ed Enti partecipati per il miglior presidio del sistema", si sarebbe dovuto avviare un percorso virtuoso che aveva tra gli obiettivi il "controllo dell’efficienza con definizione di un sistema di reporting economico e finanziario sull’andamento delle società partecipate" per "creare un sistema di informazioni ex ante (piani industriali, budget e contratti di servizio) ed ex post (verifiche periodiche e bilanci) degli organismi partecipati e dotare il Comune di strumenti efficaci per esercitare la propria funzione di indirizzo e verificarne la relativa attuazione".
Queste relazioni non sono mai arrivate al Comune di Cesena da parte dei suoi rappresentanti, i quali non hanno capito cosa stava succedendo o hanno preferito non comunicarlo; e se anche fossero arrivate, non si capisce perchè l'Amministrazione non si sia immediatamente attivata per vederci più chiaro.
Infine, un ringraziamento a quei cittadini che hanno già offerto la loro disponibilità a partecipare alla copertura delle eventuali spese legali: è un ulteriore segnale della giustezza del nostro operato.
Non ci lasceremo intimidire da querele e minacce di qualsiasi tipo, quella che abbiamo intrapreso è una battaglia per la trasparenza al servizio dei cittadini.
Luigi Di Placido
Capogruppo PRI nel Consiglio Comunale di Cesena
ECCO COME ACER BUTTA VIA DENARO PUBBLICO
Ancora una volta siamo costretti a parlare di ACER (Azienda Casa Emilia Romagna) in termini poco lusinghieri.
Tale Azienda, infatti, dovrebbe essere nata per incentivare la realizzazione di case popolari, cosa che peraltro ha fatto poco dalla sua nascita ad oggi.
Si è distinta di più per l'aver creato sotto-società per la gestione del patrimonio immobiliare pubblico che, senza alcuna gara, si sono viste assegnare opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, penalizzando tante imprese artigiane del nostro territorio.
Adesso scopriamo che ACER si diletta anche di finanza creativa, non sapendo cosa fare di meglio.
Nel Bilancio di esercizio 2008, infatti, leggiamo che sono andati in fumo circa 500.000 Euro grazie all'acquisto, nel 2006, di titoli-spazzatura della Lehman Brothers.
Questi amministratori risponderanno di tali grossolani errori di valutazione? Come si comporterà la Giunta che tali amministratori ha scelto?
Come si vede questa sinistra gioca con i soldi pubblici e ha anche il coraggio di farsi paladina del buongoverno.
Noi continuiamo a chiedere: e gli alloggi popolari dove sono?
Anche su questo l'attuale Amministrazione ha fallito.
ACER, OCCORRONO RISPOSTE E PROVVEDIMENTI. LA NOSTRA PROPOSTA PER UTILIZZARE I 10 MILIONI A DISPOSIZIONE.
Dopo le prese di posizione di circostanza di sindaco uscente e candidato sindaco del PD e le prese di posizione di altrettanta circostanza del candidato PDL, siamo sempre più esterrefatti sulla vicenda e su come è stata gestita.
Si sono buttati via 500.000 Euro dei cittadini e pare che i responsabili se la possano cavare con una sculacciata, mentre l'Amministrazione che in questi anni ci ha a più riprese sottoposto atti e dichiarazioni di intenti sul maggiore raccordo e controllo delle società partecipate si è accorta della cosa in ritardo (ma sarà vero?) e fa la parte del pesce in barile.
A questo si aggiunga l'arroganza del Presidente di ACER che rifiuta sdegnato qualsiasi ipotesi di dimissioni, quasi ritenesse quello che ha fatto giusto e inevitabile.
Innanzitutto ci piacerebbe sapere dal Presidente con quale banca si intrattengono rapporti così disastrosi, e se non valuta opportuno tentare di rivalersi su di essa, sempre che la cosa non urti qualche potente locale.
Poi, vorremmo ricordare al Presidente di ACER che, quando era Vice Presidente della Provincia verso la metà degli anni 80, furono richieste le sue dimissioni (poi ovviamente respinte) perchè si era dimenticato di una delle banche che avevano avanzato un'offerta in seguito ad una richiesta di mutuo da parte della Provincia medesima.
I tempi passano ma le vicende non cambiano: gestione del potere era e gestione del potere rimane.
E ci nasce il dubbio tremendo che possano esistere tanti altri "casi Acer" oltre a quelli tristemente ben noti di Hera con i suoi 31 milioni di Euro in consulenze e 5 milioni di Euro di stipendi dei vari cda; per questo, quando governeremo la città, staremo molto vigili, e dimostreremo che la riduzione delle tasse a Cesena è possibile perchè sappiamo che ci sono sprechi e inefficienze da combattere con persone capaci, indipendentemente dalle loro idee politiche.
Per evitare che i 10 milioni di Euro a disposizione di Acer corrano il rischio di essere investiti ancora in maniera così lungimirante, individueremo subito un'area pubblica nella quale costruire con concessioni in deroga 100 case popolari, attraverso un bando che abbia come criterio fondamentale il prezzo finale di acquisto e vendita.
Rigore, trasparenza, impegno.
Ecco cosa porteremo nel governo della città.
SULLA FIORITA SILENZIO ASSORDANTE. LEGITTIME LE RICHIESTE DEL COMITATO
Le richieste avanzate dal comitato dei cittadini della zona Fiorita sono legittime e di buon senso.
Ho seguito la vicenda con attenzione sin dalla sua nascita, denunciando come scelte cervellotiche e poco pratiche fossero state adottate senza il minimo coinvolgimento dei residenti.
Di più.
Lo stesso Presidente del Quartiere Fiorenzuola era stato investito del compito di tentare di convincere
il Comitato della giustezza dei provvedimenti presi dall’Amministrazione.
La rigidità e l’arroganza dimostrate nell’insistere pervicacemente sulle decisioni che tante proteste avevano suscitato, ha aumentato l’insoddisfazione dei cittadini e la loro distanza dal governo della città.
Il triste dietro front operato qualche settimana dopo, senza peraltro alleviare concretamente i disagi di quella zona, ben lungi dall’aver avvicinato una soluzione, è stato la classica toppa peggiore del buco.
Sin d’allora ho denunciato la volontà di imporre delle scelte facendo finta di discuterle e l’inutilità delle medesime. Al Comitato voglio dire che mantengo le convinzioni di allora e considero i dodici punti presentati all’Ammistrazione Comunale meritevoli di essere realizzati nel minor tempo possibile.
Non è infatti accettabile che una richiesta protocollata a febbraio non abbia ancora ricevuto risposta; se questo corrisponde a verità, abbiamo ragione quando sosteniamo che nella nostra città non siamo più cittadini ma sudditi.
Il silenzio non può sostituirsi alle risposte, sarebbe politicamente più dignitoso ammettere i propri errori e riconsiderare le decisioni prese.
Incontreremo nei prossimi giorni il Comitato dei cittadini della zona Fiorita, per conoscere meglio l’esatta situazione attuale e confrontarsi con esso sulle migliori soluzioni da adottare, sulla scia dei dodici punti sopra citati.
Noi sappiamo cosa vuol dire ascoltare i cittadini, lo stiamo facendo anche in questa campagna elettorale, questa ne sarà l’ennesima dimostrazione.
DI PLACIDO: VIOLATA DALLA GIUNTA LA NORMATIVA SULLA COMUNICAZIONE ELETTORALE
Stavolta diciamo basta. Abbiamo deciso di rivolgere un appello al Prefetto di Forlì perché assuma gli opportuni provvedimenti.
Da settimane assistiamo ad un comportamento inqualificabile della Giunta uscente che non perde occasione per pubblicare sulla stampa locale comunicati di autocelebrazione del proprio operato.
Tale condotta non è solo evidentemente finalizzata a propagandare risultati in realtà mai raggiunti ma è, soprattutto, contro la legge.
La normativa statale e quella imposta dal Prefetto per la campagna elettorale vieta tassativamente all’Amministrazione uscente di farsi pubblicità. Sono consentite soltanto comunicazioni impersonali, cioè senza riferimento ai singoli, neanche al Sindaco, e assolutamente necessarie per assolvere a funzioni istituzionali pubbliche.
Abbiamo scoperto, tra molte altre, una recente pubblicazione proibita contenuta nel periodico “Cesena & Cesenate - notizie”, che raggiunge tutte le case dei cittadini e che da tempo si distingue come organo di propaganda ai limiti della decenza. A pag. 3, in una rubrica denominata “un saluto del Sindaco”, l’Amministrazione in scadenza magnifica il proprio operato senza alcuna giustificazione istituzionale. Si tratta di un’autocelebrazione e di una smaccata forma di propaganda elettorale vietata, ovviamente finalizzata a sostenere lo sforzo elettorale di chi si proclama continuatore della politica della Giunta Conti, ovvero del candidato Sindaco Paolo Lucchi, che offende in maniera clamorosa la disciplina di legge.
Come già detto, è nostro dovere quello di informare gli organi di garanzia (Prefetto) di tale evidente violazione. In attesa dei provvedimenti del caso, riteniamo oltremodo necessario ed indifferibile, informare gli elettori del comportamento scorretto tenuto dalla Giunta uscente. E avvisiamo gli interessati che non tollereremo più simili condotte, volte unicamente a favorire alcuni candidati al posto di altri.
Se la Giunta Conti avesse messo lo stesso impegno che oggi mette nel fare propaganda elettorale, nel governare la città, in questi anni Cesena avrebbe di certo avuto una guida più sicura e attenta ai bisogni dei cittadini. Guida che, invece, non ha mai avuto e che, certamente, avrà con la prossima amministrazione dopo la nostra vittoria alle elezioni.
Luigi Di Placido
Candidato Sindaco PRI, Cesena Domani e Lega Nord
COMUNICATO STAMPA DI PLACIDO: PRESENTATO AI NEGOZIANTI DEL CENTRO VOLANTINO E PETIZIONE PER PARCHEGGIO PIAZZA DELLA LIBERTA'
Questa mattina Luigi Di Placido ha effettuato una visita in numerose attività commerciali del Centro Storico per consegnare il volantino con il quale si impegna a realizzare il parcheggio interrato in Piazza della Libertà.
Di Placido ha ricordato che tutti insistono sull'importanza del Centro Storico e sulla necessità di rilanciarlo ma che nessuno si è preso degli impegni seri e credibili perchè ciò avvenga.
Addirittura il Candidato Sindaco del PD Paolo Lucchi ha chiaramente affermato che prevede di non realizzare il parcheggio in Piazza della Libertà, proponendo alternative che non risolvono il vero problema del nostro Centro Storico: la mancanza di parcheggi e la difficoltà di avvicinamento.
Di Placido ha ribadito che non realizzerà il Parcheggio dell'Osservanza, inutile e dannoso, mentre realizzerà il parcheggio in zona Lugaresi e quello in Piazza della Libertà.
"E' un impegno che mi prendo e che voglio portare a termine entro la fine della prossima legislatura - ha affermato Di Placido - troppi parlano e intanto il tempo passa, aggravando sempre più lo stato di difficoltà e allontanando la realizzazione di quella vocazione turistica alla quale noi crediamo veramente e che sarà uno dei nostri impegni prioritari per lo sviluppo della città.
Questa è l'ulteriore dimostrazione di come intendiamo il futuro modo di amministrare Cesena: vero confronto, tra la gente, riavvicinando i cittadini alla politica e al dibattito.
Questa è l'ulteriore dimostrazione che la Cesena di domani siamo noi"
PROTOCOLLO PER IL CENTRO STORICO? SOLO UNA BUFALA PROPAGANDISTICA
Apprendo dagli organi di stampa che qualche giorno fa sarebbe stato firmato un accordo, pomposamente definito "Protocollo per il Centro Storico", tra il candidato Paolo Lucchi, il rappresentante del Comitato Antirumori di Cesena e una rappresentante dell'Associazione Cesena Notte che raccoglie esercizi pubblici e locali notturni.
Tale accordo avrebbe come obiettivo quello di favorire la vivacità del Centro Storico senza penalizzare le legittime esigenze dei residenti.
La delicatezza della questione richiede una grande consapevolezza e una grande sintonia tra tutti gli operatori, perchè solo azioni condivise possono avere forza e possibilità di successo.
Credo di essere stato uno dei primi ad incontrare il Comitato Antirumore e a confrontarmi con esso in tempi non sospetti, convinto che i problemi di convivenza si debbano prevenire e non gestire, e ritengo di poter parlare con cognizione di causa, operando con una delle mie attività nel Centro Storico.
E proprio qui sta il problema.
Anche la mia attività fa parte dell'Associazione Cesena Notte, insieme ad altre che, come me, nulla sapevano della firma di questo fantomatico "Protocollo".
In realtà quello che interessava a Paolo Lucchi e a qualche suo amico era solo appuntarsi sul petto la medaglietta di aver firmato un pseudo-accordo con i residenti per poter scattare una bella foto e cercare di far credere di essere il garante della vivacità del Centro Storico; ovviamente lo poteva fare solo evitando di coinvolgere tutti gli attori, uno dei quali (guarda caso) è suo antagonista alle imminenti elezioni per la carica di Sindaco e ne sa molto più di lui sugli equilibri che da anni gli operatori cercando faticosamente di mantenere.
Mi dispiace sinceramente per il Comitato Antirumori di Cesena, ma ha firmato niente più che carta straccia, confidando nella buona fede di chi gliela metteva sotto gli occhi.
Se la tanto sbandierata volontà di ascolto e dialogo del candidato Lucchi ha queste manifestazioni concrete, è sempre più evidente che egli rappresenta la continuità con l'arroganza e la supponenza che hanno governato la città negli ultimi anni e che il ballottaggio si avvicina.
SONDAGGI E MAGHEGGI
Il PD diffonde sondaggi. Una volta piacevano solo a Berlusconi. Oggi anche PD e alleati hanno bisogno di non creare il panico nelle loro file. In realtà, file sempre più sottili.
Il vezzo del centro-sinistra di casa nostra, da troppo tempo al governo della città, è quello di lanciare la pietra ritirando la mano. Provano ad infondere fiducia senza citare le fonti.
Chi li fa i loro sondaggi? Perché non li divulgano come si deve?
La risposta è che la verità fa male. Molto male. Perché anche le roccheforti della Romagna rossa cominciano a traballare e a Cesena il ballottaggio è possibilità concreta.
Perché anche gli avversari hanno i loro sondaggi. Sondaggi popolari, che sgorgano dall’umore nero della gente scontenta che mugugna ed è stanca. E ha in mano il pallino del futuro.
Il popolo sovrano può portare Cesena al ballottaggio. Ci siamo molto più vicini di quanto Paolo Lucchi voglia far credere. Perché la fatidica soglia del 50% è a un tiro di schioppo.
Sarebbe un bagno di umiltà e modestia di cui hanno davvero bisogno.
E al ballottaggio, per competere con la gioiosa macchina da guerra del PD, ci sarà Luigi Di Placido con i suoi sostenitori (PRI, Lega Nord e Cesena Domani). E con tutti quelli che vogliono cambiare l’aria stantia che si respira a Palazzo Albornoz.
Perché quando Macori se ne esce con il parcheggio gratis per l’Ospedale dice una cosa vecchia: sono più di 5 anni che i Repubblicani si battono per quell’obiettivo. Ma in più vogliono la creazione di un parcheggio a più piani davanti al Bufalini, con posti riservati al personale che lavora. E una sanità meno lottizzata, anche dai compagni di viaggio di Macori.
Perché quando Antonio Prati (UDC) si dice favorevole alla vendita delle azioni di HERA, gli rispondiamo: “benvenuto, caro amico, si accomodi in casa nostra”. Noi proponevamo la stessa cosa quando le azioni avevano un valore; ora, è più o meno carta straccia.
E allora perché gli elettori dovrebbero votare le brutte copie anziché gli originali. Mandiamo al ballottaggio Luigi Di Placido: la vera novità di queste elezioni. Un giovane che offre garanzie di tradizione amministrativa e competenza.
Il ballottaggio: yes we can!